Szilágyi Sándor szerk.: Erdélyi Országgyűlési Emlékek 4. 1597-1601 (Budapest, 1878)

13. fejezet: 1596-1599 - Törvények és irományok

LVII. 1599. aug. 22. Malespina jelentest tesz, liogy a fejedelem hogyan foyadta az elsd taldl­kozdson. Prima di esporre al Signore Cardinale Battori il tenor e della mia instruttione, proposi a S. Signoria Illustrissima quello ehe l'Imperatore hauea riehiesto, clie segli esponesse a' nome suo, et questo feci perche se io hauessi iutrodotto la prattica con 1'inuito alla congiuntione, non quadraua poi il ricercare la restitutione della Prouiucia. Inherendo pero all' ordine die S. Maesta, le riuocai alla memoria tutto il trattato sequito tra Sigismondo et l'Imperatore. et come niuna cosa hauena indotto S. Maesta acl accettar questa Prouincia, se non il beneficio publico. et il priuato di essa Prouincia. A questo mi rispose il Cardinale, ehe liaueua da Cesare tutto il supraditto trattato, sottoscritto di sua mano, et ch'egli non era in colpa, soggiuugendo che se si fosse dato fede ad esso, si sarebbe proceduto con piu cautela. Esprobrai poi la forma di proce­dere tenuta da S. Signoria Illustrissima con Cesare, et descen­dendo alli indiuidui, le dissi, come mentre egli con missioni et lettere, mostraua di uolersi congiongere con S. Maesta Ce­sarea, clie nell' istesso tempo teneua prattica con Turchi et Tartari, che sollicitaua Michele Vaiuoda di Vallachia ut de­ficeret ab Imperatoi e, et a congiongersi col Turco, et che per non lasciar di far cosa che potesse dar disgusto a S. Maesta, occupo Vst; che procio conoscendo la Maesta S. et insieme con lei tutto il mondo, che S. Signoria Illustrissima possedeua con ingiusto titolo la Prouincia, et che non procedeva since­ramente con la Maesta S. la ricercaua restituirle la detta Prouincia. A questo propositioni mi replico il Cardinale, che haueua proceduto con ogni sincerita con Cesare, et che liaueua le copie di tutte le lettere, che me le haurebbe fatte uedere, et dal tenore di esse si haurebbe ueduto che non ha scritto cosa, che non habbi osservato, Ch'era uero, che haueua tenuto , e te­neua prattica col Turco, et Tartaro ma non gia in danno della Christiauita, ne di S. Maesta Cesarea, ma perche cra

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