Századok – 1995
Tanulmányok - Makkay János: Decebál kincsei V/967
998 M Ali KAY JÁNOS i Commissarij che Ferdinando a sua instanza mandaua, perche riceueßero tutte le cose che si erano trouate eßere del Frate, lequali subito che quello fu morto, furono mandate a guardare, & a conseruare per sua Maestà, deputando soura d'eße bonissime guardie, non uolendo egli (se ben fu fama che hauesse decimato il migliore della menta, e del cimino) impacciarsi in cosa alcuna, e massimamente sapendo quanto erano questi maneggi pericolosi e pronti a dare occasione a lingue maligne di perseguitare ciascuno, a quai ancora che mille uolte uno si portasse piu che Giacob sinceramente, mai non mancaria che dire, e tanto maggiormente oue ci è qualche colore che le fomenti, per cui se ne astenne, e ricusô il tenerle appresso, a quai fece dare per inuentario ogni cosa in potere, aprendo loro di sua propria mano alcuni luoghi che erano rimasti cosi come il Frate gli haueua lasciati, che mai non erano stati aperti, e che da lui per maggior sicurezza erano suti fatti inchiodare e da ogni lato guardare, ne'quali fu ritrovato in massa, & in uerghe tanto oro che ascendeua al numero di mille settecento quaranta quattro marche, di argento quattro mila settecento e nouantatre marche, Medaglie antiche d'oro di Lisimaco mille, che ualouano da tre in quattro ducati l'una, uenti pietre d'oro, che sono die quelle che si trouano in quei fïumi di Transiluania, che uagliono piu che se fussero tutte d'oro, e pesauano trenta quattro marche, uerghe d'argento di minera per nouecento trentatre marche, sei uasi grandissimi d'argento tutti indorati, alcune catene d'oro che pesauano in tutto sei marche, e mezza d'oro, trenta due coppe grandi all'Vngaresca con diuersi ornamenti d'argento soura, tutte indorate. Seßanta anelli d'oro con diuerse gemme dentro, un collaro d'oro bellissimo, e fatto in guisa di croce con molti rubini, de diamanti dentro, trenta sei coppe d'argento grandi, e duplicate, cioè che ogn'una ne faceua due tutte indorate, dodeci bocali, e dodici bacili d'argento indorati, grandi, e lauorati di rilieuo, tazze d'argento, piatti grandi, e mezani, coppe, scudelle, e tondi parte indorati, e parte senza oro in grandissima quantité, e senza numero, mille cinquecento trenta quattro ducati d'oro Vngheri, molti mazzi di preciosissime pelli di zibellini, che poteuano eßere da ottanta in cento pelli l'uno, & molti altri di diuerse pelli di gran ualore, e similmente alcuni zafliri con altre gioie legate in oro, e diuersi altri ornamenti di drappo d'oro, e di seta, & altre bele cose di casa, come panni, tappeti, tapezzarie per un ualore incredibile, una razza di caualli di piu di trecento; caualli Turchi, e d'altra forte, e muli che si trouarono nelle sue stalle non poca quantité, quai furono poi da Ferdinando concessi a Massimiliano Re di Boemia suo fïgliuolo, & in suo nome consegnati a Battore Andrea, & öltre di questo inflnito numero di uettouaglie, e di monitioni, che ogni cosa insieme, senza quello che fu rubbato in Binse [Alvinc], e da i Castelloni di Varadino, di Vuiuar, di Deua e d'altri luoghi, che si crede che foße per piu di cinquanta mila scudi, ualeua da dugento cinquanta mila scudi. E mentre si riceueuano queste robbe, la Reina Isabella scrisse a Ferdinando, che ordinasse al Castaldo che gli facesse restituire tutti quegli argenti, & ori che del Re Giouanni suo marito si sariano trouati fra quegli del Frate, per hauerne egli presi molti, & usurpatosigti per forza, e cosi parimente un buon numero di caualle, lequali ella uoleua che subito se gli facessero restituire, & oltre oßeruare tutto quello che le haueua promeßo nella cessione ch'egli fece del Regno di Transiluania, a che rispondendo che non haurebbe mancato, impose al Castaldo che le faceße restituire ciô che del suo si sarebbe hauuto, ilche fu subito fatto, e datole la meta della razza delle