Nicola Mangini: A modern Goldoni-rendezés fejlődése Olaszországban (Színházelméleti füzetek 12., Budapest, 1980)
con abilità avvocatasca, ma più aemplicemente /ed umanamenta/ dall*agoiatica deciBione di conaervarsi le proprie donna* Infine con La caaa nova la regia di Squarzina ha puntato ad un approfondimento sia dell'indagine paicologica aia del quadro sociale. La ricerca quindi è stata impostata au due piani, in modo che come ogni personaggio è stato delineato in positivo e in negativo, coal il rapporto tra operai /borghesi/ nobiità veniva analizzato nella rispettiva duplicità dei comportamenti . B su due piani ara felicemente risolta anche la acena. Di particolare rilievo mi pare, per sottolinearne la modernité della messinscena, la notazione di Squarzina sul "coipo di follia", che carstterizzerebbe le commedie del magico triennio del 1760-1762. Bcco quindi le "tavolate agitatissime " del Carnovale , le "liti furibonde" dei Ruateghi , e per quanto riguarda la Casa nova un chiaro esempio é "il continuo fare e disfsre dell'appartamento di Anzoletto e Cecilia, ia girandola di mobil! e arredi che proceaaionano da una stanza ail'altra". Dunque, egli coal realizzava i' oggettivarsi di una nevrosi coliettiva appena awertibiie nei testi, ms del tutto in consonanza col quadro storico a sociale di un'epoca ormai avviata al euo inevitabile tramonto. Concludendo, dovrebbe essere chiaro da quanto si e datto che la varieté dei testi goldoniani non sopporta di essere rinchiusa in una formula. B d'altra parte la moda corrente, soprattutto ad opera dei registi delle nuove generazioni, di attualizzare e modernizzare ilrepertorio tradizionala pub essere accettata ma solo entro i limiti di una fondata operazione critica. Ad ogni modo l'evoluzione della critica goldoniana contemporanea in Italia ha confermato che Goldoni e un "classico" senza polvere, anzi con le radici ancora verdi, aperto quindi a tutte quelle interpretazioni che ne sappiano far risaitare l'alta lezione acenica e la profonda poesia.