Nicola Mangini: A modern Goldoni-rendezés fejlődése Olaszországban (Színházelméleti füzetek 12., Budapest, 1980)

citano augli uomini di teatro quegte commedie ifi cui Gol­doni ci ha JLasciato una suggestive traacrizione dal mondó deil'Arte. Ma la ricerca goldoniana di Squarzina ai è pres­to apostats nelia zona dei capoiavori veneziani, di cui ci ha dato della interpretazioni di alta scuola. Questo regis­ta lavora con una tednica teatrale eatremamente minuziosa: una volta individuata l'idea centrale dallo spettscolo, egli procède, pezzo per pezzo, aile operazioni di smontaggio e quindi di montaggio. Gia nei Gemelli aveva dato una buona prova del suo sistema analitico, centrando 1'orcheatrazione dell'insieme sul ritmo, sul gioco scenico ad incastro, sos­tenuto con grands bravura dal protagonists /Alberto Lionel­lo/. Nel Garnevale all'indubbia perizia scenics si aggiunse un più avvertito senso storico: ben messo in evidenza l'e­lemento autobiografico /Anzoletto-Goldoni/ e i riferimenti alia fine di un'epoca. Ma in particolare piacque la sotto­lineatura di un carnavals "discreto", tra le pareti domes­tiche, in un ambiante laborioso e Dorghesemente delimitsto: e la tecnica costruttiva del regista abbe agio di rivelarsi •elle belle, a puntiglioae, scene corali del pranzo e del gioco della menegheila, colla tavolata in primo piano. Con I ruateghl Squarzina portava avanti la sua "lettu­ra" critica della grande poeaia goldoniana con una atten­ta ricerca dai vari rapporti tra i personsggi. Ricerca d' atmosfera a di lingueggio, a nello stesso tempo rilevazi­one deile tematiche aocio-culturaii in diacussione. I quatt­ro rusteghi sono si "quattro aolitudini", i loro comporta­menti sono senz'altro anacronistici /"balcon! inciodai" e "porte seras"/, ma non si pub trascurare che l'ironia di Goldoni e venata di simpatia. Lo scontro tra le generazioni è più aspro nelle parole che nella aostanza e quanto alio scontro tra i seaai l'importante e aalvare le apparenze. Onde se alla fine aiora Felice sembra il personaggio Vin­cente, lo spettatore non mancava di sospettare che il ce­dimanto dei rusteghi non dipendesse daile ragioni asposte

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