Nicola Mangini: A modern Goldoni-rendezés fejlődése Olaszországban (Színházelméleti füzetek 12., Budapest, 1980)

degli studiosi. Ce poi da rilevare che la tradizione goldoniana tra­smise allora agli operatori teatrali un'esperienza che an­dava senz'altro ripresa e continuata. Intendő riferirmi alla tradizione dalle rappresentazioni goidoniane all'aper­to, che riaaliva al lontano 1934, allorché, nell'ambito del primo Festival del Teatro organizzato dalla Biennale di Ve­nezia, fu allestita La bottega dal caîîê nella corte del teatro, a San Luca, con la regia di Gino Bocca. La scoperta dei campi e campielii veneziani come apazi teatrali ideali si deve al grande regista austriaco Max Beinhardt, il quale appunto in quella occasions realizzb nel campo San Trovaso una memorabileedizione de II mercante di Venezia di Shakes­peare. Altre opere furono rappresentate poi all'aperto negli anni precedenti la seconda guerra mondiale e soprattutto, appunto, commedie di Goldoni, per merito di Benato Simoni, il quale nei vari campi della citts curb gli alleatimenti de Ii ventagiio . Le baruffe chiozzotte . Il bugiardo e II bampieilo . B fu lo stesso Simoni, nell'immediato dopoguerra, a riproporre questa tradizione, presentando, ai Giardini dell'Bsposizione internazionale d*arte, L'imprésario délie Smlrne e I rusteghi . Fer comprendere la situazione del teatro goidoniano negli anni del dopoguerra bisogna tener conto anche di una importante novice, nel settore délie strutture teatrali ita­liane, e cioè la nascita dei "teatri atabili" o "piccoli tea­tri". Nel nuovo clima politico e sotto la spinta di profon­de istanze di rinnovamento culturale e sociale sorsero ques­ts i8tituzioni, che, offrendosi come servizio pubblico, si ponevano come alternativa al tradizionaie teatro privato. Il primo teatro stabile fu il "Piccolo Teatro di Milano", nato nel 1947 per iniziativa di Paolo Grassi e Giorgio Strehler, e oggi famoso in tutto il mondo. In breve voiger di tempo altri teatri a gestions pubblica furono istituiti a Genova, Torino, Bologna, Roma, Catania, L'Aquila e aitrove. Ora, che

Next

/
Oldalképek
Tartalom