A történeti varosok védelme és kartája (Az Egri Nyári Egyetem előadásai 1992 Eger, 1992)
Giordano Conti: Bologna
che, gli strumenti per una conservazione o trasformazione del costruito in perfetta continuité con il passato. D piano elaborate nel 1962 da Gianfranco Caniggia per la città murata di Como è la traduzione più coerente del nuovo verbo muratoriano: le tabelle tipologiche elaborate in quella occasione forniscono in modo chiaro e dettagliato la chiave interpretativa per passare dalla fase di analisi a quella successiva di carattere progettuale. Ma la proposta, a livello operativo, non ha alcun seguite né a Como né altrove. Bisogna arrivare al 1969, a un diverso clima politico e culturale, per vederé finalmente adottate nella realta moite delle elaborazioni e delle richerche precedenti. La morfológia urbana viene assunta come unità di misura dei processi di aggregazione del costruito: tutto il patrimonio edilizio esistente puö cosi trovare una collocazione précisa aU'interno di catégorie tipologiche capaci di offrire una solida base conoscitiva aile scelte relative agli intervenu di conservazione e aile destinazioni d'uso. E' un passaggio di fondamentale importanza che riconnette, in una sequenza logica, passato, présente e futuro al fine di realizzare una sintesi di piano coerente e corretta a livello scientifico e operativo. E' soprattutto la dimostrazione che anche per il tessuto antico si possono trovare parametri oggettivi, non sottoposti aile variabili introduite da motivazioni politiche e di mercato. Ecco dunque apparire, nel piano di Bologna, le tavole a colori con i relativi schemi riproducenti in buon ordine le diverse classificazioni tipologiche: l'edilizia specialistica nodale o seriale, comprendente le terri, le chiese, i convenu; l'edilizia a corte, con i palazzi e gli edifici articolati attorno a uno spazio vuoto interno; l'edilizia a schiera, caratterizzata da un assetto a lotti lunghi e stretti di dimensioni variabili. Le analisi proposte, a dire il vero, appaiono ancora per molti versi superficiali, inadatte a rendere pienamente intelleggibili le innumerevoli varianti che si inseriscono aU'interno del processo storico-tipologico. La dimostrazione è fornita da un'ulteriore categoria inserita nel piano allô scopo di raggruppare quegli edifici per i quali si rendono necessari ulteriori approfondimenti. L'importante, ad ogni modo, è aver imboccato la strada giusta. Lo strumento, per quanto non del tutto soddisfacente, permette di individuare con cognizione di causa le possibilité operativa da inserire nel programma di conservazione: restaura con vincolo assoluto o parziale; risanamento e ripristino conservativo; ristrutturazione; ricostruzione; demolizione con ricostruzione condizionata. Si passa, insomma, dalla conservazione integrale delle opère di carattere monumentale alla eliminazione di quegli episodi edilizi che nell'ultimo secolo si sono introdotti in marnera distorta nel tessuto storico esistente. Ma al di là dei due poli estremi, la maggior parte delle catégorie d'intervento ruota attorno aile tipologie edilizie e al rigoroso rispetto dei caratteri morfologici consolidati. Certo, la tipológia non è un'entità statica e defiiiita una volta per tutte; varia, si trasforma nel tempo, sempre aU'interno perö di un processo organico e coerente che dev'essere riconosciuto e rigorosamente conservato. E' a questa processualité storico-tipologica che occorre fare continuamente riferimento neU'intervento di restaura se non si vuol cadere nei giudizi generici e inconcludenti o, peggio, nelle mistificazioni progettuali e operative. Lo stesso discorso vale per le destinazioni d'uso, che devono essere il frutto di una valutazione attenta e responsabile del rapporto che intercom; fra forma e funzione. L'utilizzo deve risultare cioè compatibile con le configurazioni tipologiche esistenti: questo significa, in primo luogo, un radicale ridimensionamento dei fenomeni di terziarizzazione in atto nel centra storico e una valorizzazione dei tradizionali ruoli abitativi del tessuto edilizio minore; e poi, dove ciö non è possibile, un parziale inserimento di quelle attività di carattere culturale che possono risultare compatibili con l'organizzazione degli spazi e dei volumi esistenti, come nel caso di chiese, conventi e palazzi non più utilizzati. Insomma, all'azione di salvaguardia del conteste fisico deve accompagnarsi una difesa strenua di quei valori sociali in grado di rendere veramente puisante e vitale