A történeti varosok védelme és kartája (Az Egri Nyári Egyetem előadásai 1992 Eger, 1992)

Giordano Conti: Bologna

to pubblico. Chiaramente in Cervellati agisce la lezione di alcuni pionieri indiscussi, come Anto­nio Cederna e Leonardo Benevolo. Ma il suo lavoro présenta forme e contenuti cosi originali da risultare inevitabilmente il paradigma, in senso positivo o negativo, di una nuova stagione urbanis­tica che si apre a livello nazionale e internazionale. L'esperienza di Bologna viene discussa, ana­lizzata, interpretata, copiata; si intrecciano i pronunciamenti a favore o contre, gli elogi o gli ana­temi. Rimane il fetto che mentre il conflitto fira le diverse posizioni si fa sempre più acceso, a Bologna e nelle città che ne hanno adottato la metodológia il patrimoriio edilizio antico lentamente ma progressivamente passa da uno state di abbandono a quello di una parziale o totale reintegra­zione. Altrove, al contrario, i centri storici rischiano di annegare defmitivamente in un mare di chiacchiere inconcludenti, di promesse non mantenute, di restauri fasulli e di inserimenti modérai di infima qualità. 2. I primi passi fondamentali délia nouva filosofia adottata a Bologna possono essere individuati in due scelte amministrative di grande rilievo predisposte alla fine degli anni sessanta: la pedona­lizzazione di piazza Maggiore; l'approvazione del piano per il centra storico. Già nel 1968, con l'inserimento nel cuore délia città di una zona riservata al solo traffico pedonale, si compie un atto decisivo che segnala un'inversione di tendenza rispetto al consueto dominio del traffico motoriz­zato. Ma è nel 1969, con la variante per il centra storico, che si mette defimtivamente fine a ogni intervento casuale e distorto e si dà il via alla politica di conservazione. Le indicazioni di metodo sono fin dall'inizio esplicite: tutto il patrimoriio edilizio compreso entra l'antica cinta muraria e nelle borgate esterne cresciute attorno aile porte di accesso alla città dev'essere considerate come un unico monumento da difendere e da salvaguardare. Saltano, in questo modo, tutti gli equivoci e le perplessità sul valore artistico o architettonico dei singoli manufatti. La forma urbana viene letta e progettata nella sua globalité, alla luce delle interrelazioni che si sono instaurate nel tempo fra città e campagna, fra permanenze e mutazioni dell'assetto morfologico. A questo scopo è ne­cessario definire una strumentazione urbanistica del tutto diversa da quella esistente, che consenta di valutare lo state attuale délia città in rapporte aile preesistenze prossime e remote e aile destina­zioni future di brève e lungo termine. Le metodologie fino a quel momenta adottate appaiono in­fam" eminentemente descrittive, con ampi spazi lasciati alla soggettività, alla discrezionalità dei singoli operatori: un po di documenti e di cartografia storica, qualche indagine socio-economica con appendice di tabelle statistiche e poi, senza alcun legame apparente, un salto improwiso verso la definizione funzionale delle destinazioni d'uso e délia normatíva d'intervento. A dire il vera al­címe eccezioni alla regola c'erano già state: basti pensare al piano di Gubbio di Giovanni Astengo, o a quello di Urbino di Giancarlo De Carlo. Ma anche in questi casi la maggiore sensibilité di­mostrata nei confronti délia morfológia urbana non si era tradotta coerentemente in indicazioni di piano e di progetto. L'amministraziDne comunale di Bologna si pone, fin da subito, su una strada completamente nuova, fino ad allora trascurata o addirittura osteggiata dalla cultura ufficiale ma dalle straordina­rie potenzialità techniche e operative: quella dell'analisi storico-tipologica. Le prime pionieristi­che esperienze risalgono agli anni cinquanta quando Saverio Muratori intraprende un lungo e dif­ficile lavoro di indagine sui tessuti urbani di Venezia e di Roma. L'obiettivo, dichiarato anche in molti testi teorici di notevole spessore filosofico e morale, è quello di costruire una vera e propria scienza délia città e del territorio in grado di fomire, attraverso la lettura delle strutture antropi-

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