A történeti varosok védelme és kartája (Az Egri Nyári Egyetem előadásai 1992 Eger, 1992)
Giordano Conti: Bologna
GIORDANO CONTI IL RECUPERO DEI CENTRISTORICI IN ITALIA NELLE ESPERIENZE DI BOLOGNA E PALERMO l. Sono passati più di vent'anni da quell'estate del 1970 quando duecentomila persone, prima con stupore poi con orgoglio, si accostarono al centra storico délia propria città: Bologna. Una mostra svelava finalmente che non tutto era perduto, che le distruzioni e i danni operati in meno di un secolo e soprattutto negli anni bui del dopoguerra avevano si offeso ma non compromesso definitivamente l'integrità fisica di uno dei più grandi e meno conosciuti nuclei antichi del continente europeo. Nella mente di tutti — amministratori, teenici, imprese, cittadini — si ponevano ora nuove domande: corne traduire un legittimo intéresse culturale in una concreta attività di récupéra e rivitalizzazione; e poi, ancora, quali strumenti operativi adottare, quante risorse finanziarie investire? Con il senno di poi le risposte appaiono facili, quasi scontate, almeno per chi ha vissuto intensamente tutte le vicende successive. Ma in quel 1970 non erano in molti a credere che dalle dichiarazioni d'intenti si sarebbe potuto passare veramente ai fatti. Certo, il dibattito sul destino del patrimonio architettonico non era venuto mai meno e vedeva, fin da allora, scontri furibondi fra conservatori e innovatori, ira colora che postulavano un récupéra più o meno integrale dell'esistente e i fautori di nuove espressioni progettuali all'interno del tessuto antico. Ma, diciamo la verità, si trattava di questioni prevalentemente accademiche, riservata a pochi addetti ai lavori impegnati, peraltro, a difendere tenacemente il loro potere nel gioco incrociato degli incarichi e delle cattedre. AU'esterno nulla o quasi trapelava a turbare le ben più tangibili esigenze délia rendita fondiaria e speculativa: il potere economico e imprenditoriale continuava indisturbato ad allargare a macchia d'olio le città e a demolire tutto ciö che nei centri storici, ad esclusione delle opère monumental^ appariva ingombrante, superfluo. E' in questo quadra che si impone improvvisamente sulla scena, a spezzare logiche vecchie e consolidate, Pesperienza di Bologna. Cambiano, in primo luogo, i protagonisti. La gente comune è chiamata a interpretare un ruolo decisivo nella difesa di un patrimonio edilizio che è parte intégrante délia propria storia familiäre e collettiva. L'amministrazione comunale assume l'impegno di offrire una regia attenta e responsabile a una séria politica di salvaguardia e conservazione. I teenici sono invitati a dare l'indispensabile contribute disciplinare nell'approntamento di metodologie di piano in grado di coniugare con coerenza analisi e progetto. A Bologna, insomma, agli inizi degli anni settanta si definiscono i contenuti principali di una nuova disciplina — il récupéra urbano — destinata in seguito ad avère ulteriori, brillanti sviluppi. Pier Luigi Cervellati, assessore comunale dal 1964 al 1980, diviene ben presto il punto di riferimento obbligato per tutti colora che combattono in Italia una battaglia radicale contra le forme consolidate di organizzazione délia città e del territorio. A lui si deve principalmente la definizione operativa délia politica e délia metodológia del restaura nei centri storici; alla sua attività di amministratore vanno riferite le prime operazioni di risanamento conservative del tessuto edilizio esistente attraverso l'interven-