Erdő Péter (szerk.): Bűn és isteni irgalom mint a mai ember problémája - Studia Theologica Budapestinensia 30. (2002)

Gregorio Marius Furtuna: Il Peccato Nella Genesi, Concetto e Dinamica

In quello che segue si prenderà in studio ciascuna narrazione ehe parla sul peccato/delitto umano cercando di mettere in evidenza aspetti legati alla dinamica e al concetto di peccato cosi come resulta- no dal testo preso in studio. 4. Narrazione della creazione e del peccato (Gen 2,4b-3,24) La storia de peccato umano si âpre con la presentazione di una creatura: il serpente il quale "era il più astuto di tutti gli animali ter­restri fatti dal Signore Iddio." (3,1) Quest'apertura quasi ehe ci ingan- na nel mettere tra i personaggi principali il serpente e non l'essere umano con la sua liberté e volonté. Si devono chiarire i ruoli: l'essere umano di fronte al suo Dio Creatore sono i protagonisti della Sacra Scrittura. Il creato è l'opéra di Dio, compreso il serpente il quale non è il Malignio, il Non-Dio6. Il serpente è il "vettore", è collui che provoca il desiderio della donna di mangiare dall'albero vietato da Dio. II serpente si puö dire ehe viene da Non-Dio e va verso la donna, ma non è lui la negazio- ne di Dio. Il serpente è lo strumento attraverso il quale viene media­to il peccato; questo fatto si puö interpretare dal fatto ehe il serpente parla, un attributo che non gli è proprio cosi come lo creo Dio. Tutto parte da una domanda - la forma più insinuante della pro- vocazione umana "E' poi vero ehe ..." (3,1) intervento che si pro­pone di trovare la vérité cosi ben conosciuta dall'essere umano. Al serpente non doveva interessare un taie comandamento. Ma lui, lo strumento, vuol fare il teologo, parla di Dio, su Dio. E' il colmo del camuffamento, e l'uomo non riesce a scoprirlo in quanto si lascia tra- scinato nel pseudo tratato di teológia che il serpente tiene al suo pri­mo e ultimo uditore. Un altro elemento che partecipa alla dinamica del primo peccato è ehe tanto la domanda del serpente quanto la risposta della donna sono delle interpretazioni imprecise del comando divino7 che all'origine è molto semplice e chiaro. 6 R.J. Clifford - R.E. Murphy, "Genesi" in Nuovo Grande Commentario Biblico (edd. R.E. Brown, J.A. Fitzmyer, R.E. Murphy). Brescia 1997, p. 14. 7 R.J. Clifford - R.E. Murphy, "Genesi" in NGCB, op. cit., p. 15. 72

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