Folia Theologica 18. (2007)

Géza Kuminetz: Il peccato e la riconciliazione nella teologia di Sándor Horváth O.P.

IL PECCATO E LA RICONCILIAZIONE 143 conquistare in senso giuridico mediante Telusione delToffesa e nemmeno con la realizzazione della pua buona volontà. Tutto quanto detto fin d'ora lo possiamo notare nel rapporto in­terpersonale. Portiamo ora il nostro pensiero nel rapporto con Dio. Sappiamo ehe con il peccato offediamo più di ogni cosa Dio ehe di- viene l'offeso, con cui dobbiamo riconciliarci, in primo luogo, me­diante la presentazione dei sacrificio. Nella nostra visione cristiana dobbiamo pensare in primo luogo al sacrificio di Cristo. Questo è stata la penitenza e il perdono con cui Dio si è veramente riconcilia- to con l'uomo. Il perdono di Cristo sta nelTamore infinito e nelTob- bedienza umana ehe sono sati graditi a Dio come sono stati invece sgraditi con l'offesa procurata dal peccato. Con esso si è calmata Tira giusta di Dio ed ha portato in equilibrio i sentimenti. Il peccato­re si è rivolto verso Dio e Dio, per i meriti di Cristo, si è rivolto nuo- vamente verso i peccatori. Il perdono di Cristo è totale. Non si puo né aggiungere né togliere niente. Per questo l'uomo deve ricoprirsi del sentimento di riconciliazione e di sacrificio, e solo cosî puo per- donare, ovvero prurificarsi dal peccato, nella speranza della riconci­liazione. Questo, in un certo senso, puo essere la continuazione dell'opera di Cristo. A questo serve la preghiera, il digiuno, Toffer- ta, il sacrificio e ogni tipo di atto penitenziale. 5. CONCLUSIONE I nostri rapporti sono legati dal peccato, meglio sono avvelenati dai propri e dagli altri peccati, dato che da questo proviene il di- sprezzo delTordine morale-religioso. II rifiuto consapevole provie­ne dalla disgregazione e dal danno alTinterno della persona. Da qui scaturiscono le leggi negative e gli esecutori crudeli. Diviene, cost, potente l'ingiustizia sociale, sia nella chiesa, sia al di fuori di essa. II peccato più di altro trasforma anzi in altri termini possiamo dire che elimina la dignità umana.17 Allo stesso tempo il problema non è la legge, ma le leggi negative o ancor meglio le applicazioni di taie leggi. Ogni legge umana ehe non è contraria alla legge divina, è obbligatoria in coscienza, anche 17 Cfr. HORVATH, A., Heiligkeit und Sünde im Lichte der thomistichen Theolo­gie (Thomistische Studien I.), Freiburg in der Scweiz 1943, pp. 187-191.

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