Folia Theologica 16. (2005)

Tamás Tóth: Clemens VIII. und der Lange Türkenkrieg in Ungarn

LANGE TURKENKRIEG IN UNGARN 221 csscrli cspcdiete à far la pace con moderato guadagno, ehe per ingordigia d’acquistarc il tutto, nrrischiarc l'Imperio, tirrandosi addosso una lega universale de Christiani, et il Persiano insicme; sapendo bene, ehe mette conto, anzi che sono in nécessita, per salute de loro stati proprii tutti li Po- tentati dei Cliristianesimo di mantcncre i Venetiani, come frontiéra, et fre­no d'Italin, et d'Europa contra di lui; et clic il Persiano vcdcndolo implica­to con essi, non haveria tralasciata 1’occasionc d'assaltarlo aneor lui. [5] Delia qual'attione, aneor ehe fatta con gran prudenza, Solton Amu- rat suo Figliuolo all'hora Prencipe, hora regnante, senti cstremo dispiace- rc; parendogli, cITil Padre havesse rimesso della riputationc, pernoti haver- si prima vendicato dcll'ingiuria di puella rótta; et ehe havesse interinessa Voccasionc, co'l háttere i Venetiani, di mettere il pie in Italia. Et per ehe questo, sopragionta la morte à Sclino, Amurat gli successe nell'Impcrio; fu universale opinione, ehe dovesse imediate rinovare la guerrà contra Vene­tiani. [6] Niente dimeno consultato maturamente con Mustaffa, et Sinon Ba- scia Capitoni di valor, et esperianza precipui sopra l'imprese future, et so­pra il modo di trattarlc; Et considerato il disturbo, et la divcrsionc, clic la casa Ottomana, ncl tentar l'imprese di Europa, havera sempre dal Re di Persia riccvuto: et l'impedimento, ehe dclli stati d'Austria, et di Croatia c, fra li confini suoi, et l'Italia interposto; fù concluso esser necessario di hát­tere prima il Persiano, et frcnarlo in modo, ehe non si habbia per lo avvcni- rc in alcun modo più di lui à temere di csscrc divertito: et appresso, voltan- do l'Arme in Austria, et Croatia, aprirsi il passo per terra in Italia. Non come feed Macometto sccondo, clic solamentc per mare assaltó il Regno di Napoli, et occupô la Città d’Ottrento; ne meno corne Sclino suo Padre, ehe amid à perdere tempo in Cipro, et occuparsi intorno le Città Maritime dcll’Epiro, et di Dalmatia, dando tempo à Venetiani di deffendersi, et ripa- rarsi; mà come fecero i Vandali, i Gothi et gli Hunni, molto à lui di forze inferiori, per Terra principalmcntc entrarc, et fortificarsi ncl Eriuli; senza pericolo di ritrovarc incontro; per csscre quel pacsc spogliato di fortezze; et i Venetiani, che maggior parte ne possegono, inhabili ad opporscgli in cam­pagne: Riduccndo in memoria, ehe dodcci millia Turchi soli, mandati da Baiazetto seeondo in aiuto di Eudovico Sforza Dúca di Milano, scorscro fine in vista de monti di Venetia, senza ostacolo alcuno, et fecero tanta pré­da, et tanta strage, ehe hoggi di li popoli del Friuli abboriscono di udirla à riccontare; et i Turchi si pentono, di non haver penetrato più inanzi. Spin- gere ancora in un istesso tempo la Armata Navale ncl Golfo Adriatico; ei in

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