Folia Theologica 6. (1995)
József Török: Il missale quinqueecclesiense e Wilhelmus Durandus
FOLIA THEOLOGICA 6 (1995) 215 József TÖRÖK IL MISSALE QUINQUEECCLESIENSE E WILHELMUS DURANDUS Il colophon stampato a Venezia il 24 aprile 1499, giorno di San Giorgio ci informa della conclusione del messale della diocesi di Pécs. Gli esemplari del volume in questione erano noti a numerosi studiosi della storia, a partire dal gesuita György Pray, e 1’opera era stata un punto di riferimento per gli storici della liturgia dalla metà deU’Ottocento in poi, in seguito aile ricerche di Nándor Knauz e József Dankó; attraverso essa era stata messa in luce 1’ordine liturgico proprio di una delle diocesi della circoscrizione ecclesiastica di Esztergom, comprendente anche culti locali. Quasi 60 anni fa era stata la rivista specializzata della Facoltà di Teológia dell’Université Reale delle Scienze Péter Pázmány, la Theologia a pubblicare lo studio dettagliato di Nándor Szijártó che presentava il Missale di Pécs in maniera descrittiva1 *. In questo articolo l’autore aveva cercato di ricercare le fonti delle diverse unità di testo, e, attraverso queste, tracciare un quadro dell’attività liturgica medievale ungherese, basato su fonti, anche se indirettamente. Lo studioso di una volta del Missale di Pécs aveva cercato di trovare la provenienza delle sequenze e le persone che vi vengono menzionate. Cos! per esempio vi figura San Livio, il vescovo martire di Gand/Gent, le reliquie e il culto dei quale erano state fatte portare a Pécs dal vescovo Miklós Neszmély i (1346-1390). Aveva ritrovato anche Papa Innocenzo III, 1’autore sapiente dei “De sacro altaris mysterio” come anche il cardinale Henricus de Segusia, canonista vescovo di Ostia, a la Summa et Lectura dei quale viene accennata dal redattore - ampliatore, forse preparatore a stampa dei missale. Non ha invece notato ehe la rubrica In festo innocentum sui foglio XVIIIIV osserva: In octava autem eidem festi dicuntur omnia cantica leticie sed non Credo (nelPottava della stessa festa diciamo tutti i canti di letizia, ma il Credo no). E aggiunge: Causam autem huius poteris invenire in rationali (ne trovareai la ragione nel Rationale). II fu László Mezey lo aveva indicato a voce ai suoi discepoli. 1 Szijártó, Nándor: Egy középkori misekönyvünk, in: Theologia 3 (1936) pp. 5659,162-169, 353-365.