Folia Theologica et Canonica 6. 28/20 (2017)

SACRA THEOLOGIA - Géza Kuminetz, La conoscenza delle norme del diritto naturale e il valore teologico della teoria del diritto naturale nella filosofia del diritto di Sándor Horváth O. P

24 GÉZA KUMINETZ tio) della gnoseologia tomista è la fiducia nell’esistenza. La verità esiste, la si può riconoscere, nonostante che la conoscenza umana da lei sia inesauribile. Ma è sufficiente la forza della conoscenza umana, per scoprire la struttura basi­lare della realtà, in questo modo mediante le sue esperienze e conoscenze di­venta essere capace di dare un giudizio sintetico a priori. Horváth, per quanto rigarda il diritto naturale, prova ad avversare la tesi di sopra come segue: la ba­se e i limiti della conoscenza umana sono date dai cosiddetti semi razionali (ra- tiones séminales). Il seme (semen) significa in pimo luogo il fattore di nascita dei viventi. In esso si trovano dell forze, capacità che sono necessarie alla crea­zione del vivente. Il seme, quindi, è “la somma delle forze attive e passive che garantiscono la creazione secondo le leggi certe e continue come cause più prossime”.1 Su questa base è possibile riportare questa espressione alla forze motrice della natura, dov’è si può spiegare la provenienza delle cose senza vita. La forza motrice come seme denomina Horváth ideale, perché lo si può dedur­re dagli ideali del Creatore “diventando i realizzatori del concreto e i portatori del pensiero”. Così, le forze motrici della natura come “semi”, sono i ideali e i mezzi della Divina Provvidenza. Per conseguenza hanno una certa caratteristi­ca d'indipendenza e di necessità con cui esercitano un influsso. La natura ha in­numerevoli semi con questa forza motrice, dove si comportano con un’influen­za reciproca più o meno stretto. Il loro rapporto è ugualmente regolato da leggi necessari e la combinazione di essi trasforma la forza motrice e la dinamica del­la natura generale. Questo Horváth denomina la causa oggettiva (universale in causando) della conoscenza umana, dato che le forze motrice della natura (no­nostante che possono combinarsi in vari modi e possono creare, per quanto ri­guarda la qualità, anche un muovo tipo) vengono intese come dati non modifi­cabili. Questi significano i limiti della conoscenza umana: tutto ciò può essere l’oggetto della conoscenza umana che può essere inferito dalle forze della natu­ra e dalle possibilità di combinazioni di questi come dato ideale (ratio univer­salis raepresentans). La conoscenza umana si esprime nel rapporto tra ragione ed oggetto. Nei precedenti il problema e stato avvicinato dal punto di vista di oggetto (semi og­gettivi ideali). In seguito lo esaminiamo dal lato del soggetto. Anche qui parla Horváth dei semi ideali (semi ideali soggettivi) come dell’altra base e condizio­ne della conoscenza. La ragione come capacità dell’anima possiede una forza motrice, una capacità ricettiva specifica. Ne fa una “radiografia” e lo “confron­ta” con i dati dei sensi. L’oggetto (obiectum) feconda l’operato (dependentia obiectiva). Qeste capacità di “modellare e adattare” denomina Horváth come seme ideale soggettivo della ragione. Dato che “la natura ha creato come realtà 1 1 Horváth, S.. Örök eszmék és eszmei magvak Szent Tamásnál. Bölcseleti és hittudományi tanul­mányok [Ideali perenni], Budapest 1944. 60.

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