Folia Canonica 3. (2000)

HONORARY DOCTORATE - Francisco Javier Egana: Saluto e prolusione

SALUTO E PROLUSIONE 15 degli alunni e ricerca sincera e libera della verità in ogni settore del sapere umano - l’Università Cattolica in una società pluralista offre ai cittadini un programma istituzionale secondo il quale la formazione e la ricerca vanno inquadrati in una prospettiva di fede cattolica. Parte dal presupposto ehe cultura e fede sono due valori ehe non si oppongono, ma si uniscono e completano per formare l’uomo, nella sua totalità e integrità e nella sua trascendenza, in quanto creato “ad imagine e somiglianza di Dio” (Gen. 1, 26). Lo sapeva bene Péter Pázmány, uomo radicato nel suo tempo, che credeva ehe il miglior servizio ehe poteva rendere alla Religione e al suo popolo di Ungheria fosse promuovere la cultura integrale dei suoi concittadini. Questo complementare rapporto fra cultura e fede è una esigenza sempre più profondamente sentita nel mondo di oggi, non ostante le esperienze drammati- che vissute in questo seculo XX ehe stiamo per chiudere. Trentacince anni fa il papa Paolo VI, dinanzi al divario sempre più profondo nel nostro tempo tra cultura e fede scriveva: “La rottura tra Vangelo e cultura è senza dubbio il dramma della nostra epoca” (Evangelii Nuntiandi, n. 20). L’attuale Pontefice Giovanni Paolo II, uomo provvidenziale per la Chiesa e anche per il mondo di oggi, che ha l’esperienza personale dell’oppressione e del dolore, della cultura e del senso religioso della vita, é anche un uomo convinto che la sintesi tra cultura e fede non è solo esigenza della cultura, ma anche esigenza della fede. Già dall’inizio del suo pontificato, persuaso che nell’ambito della cultura “é in gioco il destino dell’umanitá”, si era preoccupato di favorire e sviluppare al massimo la presenza della Chiesa nel campo culturale creando il “Pontificio Consiglio per la Cultura” (25 marzo 1982). Ma undici anni più tardi, portato dalla la sua profonda penetrazione umana ed spirituale, convinto del bisogno di dialogo tra Chiesa e mondo moderno, ha intuito che questo dialogo, si attua soprattutto nel terreno della cultura, perché la cultura é - dice - “fondamentale dimensione dello spirito, che mette gli uomini in rapporto tra di loro e li unisce in ciö ehe essi hanno di più proprio: la comune umanità” (cfr. Litt. Apóst. Inde a Pontificatus, 25 marzo 1993). Proprio a tale scopo, per unire cultura e dialogo con il mondo moderno, spesso senza fede, il Papa Giovanni Paolo II unificö il Pontificio Consiglio per la Cultura e il Pontificio Consiglio per il Dialogo con i non credenti in un unico Istituto con il nome di “Pontificio Consiglio per la Cultura” (cfr. Litt. Apóst. Inde a Pontificatus di 25 marzo 1993). Infatti, oggi la fede cristiana è chiamata a confrontarsi con culture cristiane e non cristiane: con la cultura del progresso e del benessere come unici ideali umani, con culture o filosofie segnate dalPimmanentismo o dalPagnosticismo ehe rifîutano la metafisica e cadono nello scetticismo o nel relativismo, nella persuasione deli’incapacité della ragione umana di giungere alla verità. Sono tutte culture ehe distruggono 1’uomo. Dinanzi a questa situazione, il Papa, nella sua recentissima Enciclica Fides et Ratio ci mostra ehe la Fede si apre alia

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