Magyar László szerk.: Orvostörténeti közlemények 166-169. (Budapest, 1999)

TANULMÁNYOK — ARTICLES - Leoni, Francesco: La medicina monastica ed i suoi aspetti religiosi

LA MEDICINA MONASTICA ED I SUOI ASPETTI RELIGIOSI FRANCESCO LEONI Nel mondo greco, con il nascere della medicina «tecnica», si instaurarono fra medico e paziente rapporti assai diversi, a seconda che il malato fosse uno uomo libero o uni schiavo, un libero ricco o povero, come ben ci attestano, per esempio, le fonti platoniche, in particolare le Leggi e la Repubblica: «Gli schiavi — scrive infatti Platone in quest'ultima opera — curano gli schiavi andando in giro e attendendoli nei luoghi di cura e nessuna ragione delle malattie di ciascuno di quegli schiavi nessuno di tali medici dà o ascolta, e prescritto ciò che par meglio alla loro esperienza, fanno come un tiranno superbo e tosto, si scostano e si dirigono ad un altro schiavo ammalato». 1 Del tutto differente è invece il trattamento che ricevono i liberi; il loro medico, quasi sempre anch'egli di condizione libera, studia con cura le malattie dei suoi pazienti, tenendole fin dall'inizio sotto osservazione e controllo, come comandano la natura e l'arte medica, e si intrattiene affabilmente con l'infermo ed i suoi familiari per informarli e dare ragguagli atti a tranquillizzare, «e insieme egli impara dagli ammalati e, per quanto è possibile, ammaestra l'ammalato stesso», 2 né prescrive alcun farmaco prima di aver convinto in qualche modo il paziente della sua utilità, cercando di indurlo così a perfetta guarigione. Assai più rude e sbrigativa si presenta, al contrario, la visita del medico al malato che, sebbene libero, sia di modeste sostanze o povero: a questi non si consigliano, inoltre, cure lunghe e dispendiose, che il suo regime di vita e la sua borsa non potrebbero consentirgli, bensì rimedi più rozzi e rapidi. 3 Questa situazione non sembra essere mutata di molto neppure ai tempi di Galeno, il medico filosofo che tuttavia affermava di voler curare con la medesima diligenza e solo in cambio di doni senatori e schiavi: seconde Paola Manuli, infatti: «Si prolunga in realtà la partizione ideale di Platone tra una medicina dei poveri rozza e violenta ma di efficacia immediata, ed una terapia dei ricchi che non contrasti il loro senso estetico: la cura del mal di stomaco nel caso che si tratti dell'imperatore o di un uomo di basso rango differisce molto.» 4 Nel mondo antico, dunque, il rapporto di amicizia fra il medico ed il malato, rapporto considerato necessario ancor prima dell'aiuto tecnico e dell'attività diagnostica, come proclama una sentenza ellenistica contenuta nei Praecepta ippocratici (L. IX, 258), poteva Cit. in Medicina e antropologia nella tradizione antica, a cura di P. Manuli, Torino, 1930, p. 184. Cit. ibidem. Cfr. ibidem, p. 187. Ibidem, p. 172.

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