Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 29. (1976)

COVA, Ugo: Trieste e la guerra di corsa nel secolo XVIII

Trieste e la guerra di corsa 153 le sue navi mercantili, rompendo cosi lo stato di non belligeranza, sarebbe stata un’imprudenza imperdonabile. Di queste difficoltá si rendeva ben conto il consigliere intendenziale Ricci29), quando pro wide a dare pronta relazione aH’impera trice déllé proposte pervenute da Segna30). Ciö nonostante, la necessita di una qualsivoglia difesa dei traffici austriaci col Levante, spinse quell’appro- fondito conoscitore dell’ordinamento marittimo internazionale a soste- nere le pretese segnane, seppur moderandone il tono e il contenuto, cer- cando di darne spiegazione per ottenere un favorevole accoglimento déllé siesse 31). Ancora piú deludenti furono le risposte giunte dagli altri porti del Litorale, nei quali la tradizione corsara non era sentita come poteva an­cora esserlo a Segna. A Trieste nessuno si era presentato ad offrire le proprie navi32); sostanzialmente negative furono anche le proposte pro­venienti da Buccari, in cui i due unici proprietari di navi abbastanza gran­di per mettersi in corso, erano disposti soltanto a vendere le loro imbar- cazioni all’imperatrice ad un prezzo che esse, ormai da tempo sui mare, avrebbero avuto invece al momento della loro costruzione 33). Unica pro- posta piú seria, ma evidentemente inaccettabile a Vienna per motivi finanziari, fu quella giunta da Fiume da parte dei proprietario e capitano dei petacchio „Il vincitore“, Giacomo David, che öltre alia fornitura di armi e munizioni, alia mércédé per l’equipaggio, ad un’assicurazione sulla perdita o danneggiamento della nave, all’assistenza di tipo militare ai feriti ed alie famiglie dei morti in battaglia, chiedeva pure il rilascio, accanto alia patente di corsa austriaca, anche di quella francese, per po- terne fare uso alternativamente, a seconda della nazionalitá delle navi fer ma te in mare 34). 29) Sulla figura di Pasquale Ricci, consigliere intendenziale in materia com­merciale e marittima, cfr. Peter Gasser Triestiner Handel vor 1790 in MOStA 24 (1971) 265. 30) AST Int. Comm, filza 473 fol. 92—95v: Allerunterthänigster Bericht be­treffend die im Mittelländischen Meer unter Preussischer Flagge zum Vorschein gekommene Engelländische Armateurs, datato Trieste 1759 novembre 24. 31) Ricci escludeva la possibilitä di attaccare navi non munite di patente prussiana. D’altra parte riteneva necessario il pieno appoggio del pubblico erario per mantenere gli eventuali corsari del Litorale in un’impresa che si annunciava scarsamente remunerativa per gli armatori. 3S) Il capitano dei porto, Giuseppe Maria Vitali, per addolcire la deludente relazione, si dilungava in una disquisizione teorica sui tipi di armamento cor- saro possibili: ibidem fol. 176—178v, relazione di data Trieste 1759 dicembre 13. 33) Ibidem fol. 166—172v, relazioni del luogotenente di Buccari de Zandonat- ti, 1759 novembre 11 e dicembre 3 e atti allegati. Dai proprietari erano richieste pnehe esenzioni speciali per il taglio di legname da costruzione nei boschi erariali per mettere in cantiere nuove navi da sostituire alle vecchie cosi sfac- ciatamente vendute. 34) Ibidem fol. 174-—175v: Unterthänigster Bericht die Schiff Ausrüstung gegen die Englische und Preussische See-Raubern betreffend, datato Fiume 1759 novembre 30.

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