Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 29. (1976)

COVA, Ugo: Trieste e la guerra di corsa nel secolo XVIII

154 Ugo Cova Malcelato risulta quindi il malcontento del consigliere Ricci nella succinta relazione all’imperatrice del 22 dicembre 1759, ehe sintetizzava le sopra riportate notizie 35). D’altra parte, nel momento in cui era stato fatto il sondaggio, l’esito non poteva essere diverso. La scarsa consistenza della flotta mercantile austriaca, la stazza generalmente piccola déllé navi ehe la formavano, la costruzione non tanto solida da reggere scontri a fuoco in alto mare, unitamente alia mancanza di spirito combattivo dei molti commercianti di diverse nazionalitä ehe formavano il corpo mercantile di Trieste e di Fiume, erano gli ostacoli maggiori all’impresa. Certamente le proposte imperiali ebbero ben migliore accoglienza a Livorno, dove vivace era ancora la tradizione corsara ehe aveva fatto per molti secoli della Toscana una temibile base della guerra di corsa36 37). Il fallimento poi dell’iniziativa anche a Segna, vecchio covo di pirati, era dovuto anche alia scarsa convenienza di una guerra sui mare contro un nemico evane­scente come quello costituito dagli armatori inglesi con patente prussiana, i quali dichiaravano la loro qualitä di prussiani solo nel momento in cui erano certi della préda ottenuta. Inoltre era facile ehe nelle stive delle navi corsare eventualmente conquistate (e sempre combattendo) non si trovasse un bottino tale da ripagare il rischio e le spese dell’impresa. Molto piü attraente sarebbe stato appropriarsi dei pingui carichi dei vascelli mercantili inglesi sulla rótta del Levante o addirittura delle Indie. Eccezione a questo stato di deludente assenteismo costituirono le offerte dei proprietari di barche di Carlopago, pronti a mettersi a disposizione per effettuare coipi di mano con le loro piccole imbarcazioni nei pressi del Litorale, come era accaduto all’inizio del secoloS7), con una tattica ehe ricorda quella temibile degli Usocchi. Unica proposta perö a venir accolta a Vienna fu quella fatta in un secondo tempo a Trieste dal conte Giovanni 85) Ibidem fol. 165rv. 36) Sull’attivitä corsara ai tempi dei Medici in Toscana, cfr. Giuseppe Gino Guarnieri Le imprese guerresche dei Cavalieri di Santo Stefano dal 1609 al 1621 (Livorno 1914) e id. Cavalieri di Santo Stefano (Pisa 1928). Sulle imprese dei corsari toscani in rapporto agli interessi commerciali e marittimi veneziani nel Mediterraneo dalia fine del '500 ai primi anni del '600 cfr. Tenenti Venezia e i corsari 48—77. In merito all’armamento di numerose navi corsare toscane durante la guerra dei sette anni, cfr. AST Int. Comm, filza 473 fol. 296—297: rapporto datato Malta 1759 dicembre 24 del c. r. console a Malta Giuseppe Crenna all’intendente Nicolaus von Hamilton a Trieste. Le navi da guerra e corsare di Livorno ebbero pure qualche successo recuperando con la forza bastimenti toscani fatti préda dagli armatori anglo-prussiani: ibidem fol. 215 e 291—292v. Sulla trasformazione della flotta da guerra toscana sotto la dinastia lorenese nel XVIII secolo, cfr. Giuseppe Gino Guarnieri Storia della marina stefaniana (1562—1859) (Chiavari 1935) 218—221. 37) AST Int. Comm, filza 473 fol. 209—214v, relazione del 25 dicembre 1759 della Luogotenenza di Segna all’Intendenza di Trieste e atti allegati. Vi si ri- cordano, senza specificare chiaramente, imprese corsare compiute preceden- temente contro Francesi e Spagnoli.

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