Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 25. (1972) - Festschrift für Hanns Leo Mikoletzky
VITTORIO, Antonio Di: Porti e porto „franco“. Un aspetto della politica commerciale austriaca nel Mezzogiorno continentale d'Italia 1707–1734
266 Antonio Di Vittorio Pozzuoli. Quest’ultimo, infatti, secondo l’opinione dei mercanti, sarebbe venuto a ledere gli interessi di coloro che avevano investito negli arrendamenti doganali e soprattutto a turbare il commercio della capitale, l’unica localitá dei Regno che per la vastita dei suo mercato esprimesse una categoria di mercanti ragguardevole sia come numero ehe come ampiezza di interessi. Sono proprio tali opposizioni, piú ancora ehe la guerra di Sicilia (1718—20), a far si che per il momento il progetto di istituire un porto franco a Pozzuoli venisse accantonato. Di porti e di porto „franco“ in specie si tornerá a pariare nel 1722, ma questa volta nell’ambito di un complesso programma di risveglio commerciale dei Regno ad opera dei consigliere aulico di guerra, barone Anselmo von Fleischmann, e del razionale della Sommaria Francesco Radente, personaggio, quest’ultimo, che giä si era distinto qualche anno addietro per un approfondito studio della situazione doganale del Regno 36 37 38). Larga parte aveva infatti in tale programma proprio l’istituzio- ne di un porto franco nel Regno per stimolarne le possibilitä commerciali e marittime 37). Le considerazioni del Fleischmann a tal proposito si riallacciano a quelle della vecchia Giunta di Commercio, di fatto estinta a questa epoca. Anch’egli scarta le localitá che in precedenza erano state prese in considerazione per l’istituzione dello scalo franco, quali Baia, Napoli e Brindisi, per concentrare la sua attenzione sui porto flegreo, tanto piú che la cittadina campana, vista la strenua lotta degli oppositori del porto franco, si offre di versare 20.000 ducati a titoio di contributo una tantum per l’avvio dei lavori. Di tale cifra si potrebbero spendere 10.000 ducati per la sistemazione dei magazzini nel palazzo della R. Corte, altri 8.000 per la costruzione déllé lanterne ed infine, riducendo la cifra per l’acquedotto da 3.000 a 2.000 ducati — per cui anche l’intera spesa del progetto verrebbe a diminuire da 194.000 a 193.000 ducati38) — altri 2.000 per lavori di riparazione dell’acquedotto stesso. Le altre spese si sarebbero potute rinviare a quando il porto avesse cominciato a funzionare e quindi a rendere un profitto. Il vicere concorda sostanzialmente con tale progetto ed anzi, nell’affidare il 25 settembre 1722 39) la voluminosa relazione di Fleischmann e Radente sui commercio nel Regno a Silvestro Tosquez, uno dei principali mercanti della cittá di Napoli, perché la con- segni personalmente al sovrano illustrandogliene i punti fondamentali, si sofferma a sottolineare proprio l’impegno specifico assunto nei confronti dell’erezione del porto franco in Pozzuoli dalia nuova Giunta di Marina e Commercio, organismo che nei programmi avrebbe dovuto sostituire, 36) Ibid. 33 tom. IV: 30 giugno 1722. 37) Ibid. fol. 11 rv. S8) Cfr. la nota 23. 39) Ibid. 19, doc. n. 6: Napoli, 25 settembre 1722.