Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 25. (1972) - Festschrift für Hanns Leo Mikoletzky
VITTORIO, Antonio Di: Porti e porto „franco“. Un aspetto della politica commerciale austriaca nel Mezzogiorno continentale d'Italia 1707–1734
Porti e porto ‘franco’ 267 con un notevole allargamento delle funzioni, l’ormai estinta vecchia Giun- ta di Commercio e la separata Giunta di Marina 40). Allorché il Supremo Consiglio di Spagna in Vienna nel corso del maggio 1723 41) esamina la voluminosa relazione di Fleischmann e Radente, l’accento piú di una volta si pone sulla „mancanza di porti nel Regno“42), adeguatamente sottolineata dagli autori del progetto. II Consiglio tuttavia, pur rilevando come la spesa per il porto di Pozzuoli, mantenendosi al di sotto dei 200.000 ducati, fosse notevolmente piú bassa di quella ehe sarebbe occorsa per l’ampliamento del porto di Napoli, non puo fare a meno di porre in evidenza come, avviandosi i lavori solo con il contributo di Pozzuoli — 20.000 ducati — tali lavori, limitati ai magaz- zini, alle lanterne ed all’acquedotto, sarebbero del tutto inutili senza l’opera principale, cioé il porto stesso. Inoltre il Consiglio esprime delle perplessitá sul fatto ehe gli Eletti della cittá di Pozzuoli riescano a trovare il denaro promesso per l’avvio della costruzione del porto. Il Consiglio si mostra piuttosto favorevole ai lavori relativi al porto di Napoli e non solo perché giä nel passato si era pensato di ampliarlo e di renderlo piú sicuro — il conte di Ognate, viceré di Napoli, nel 1652 risolse di porre in esecuzione i suggerimenti che Giannettino Doria aveva dato in merito ai lavori da eseguire nel porto di Napoli senonché la fine del suo viceregnato interruppe tale opera43) —, ma soprattutto perché ospitando la cittá un ragguardevole ceto di mercanti, contrariamente a Pozzuoli, questi avrebbero contribuito alle spese per tali lavori. Motivi finanziari, quindi, secondo il Consiglio di Spagna, indurrebbero a fare il porto a Napoli e non a Pozzuoli. É difficile valutare a questo punto quanto siano i motivi finanziari e quanto invece la pressione dei commercianti napoletani — ad uno dei piú eminenti fra loro, il menzionato Tosquez, era stato proprio affidato l’incarico di presentare la relazione di Fleischman-Radente sul commercio nel Regno — a far si ehe il Supremo Consiglio di Spagna, pur rimanendo fedele al principio di realizzare un porto franco nel Regno, in realtá, mostrandosi incline alia candidatura di Napoli, finisse invece col rendere ancora piú difficile la realizzazione di tale progettato porto franco. É certo comunque ehe a questo punto l’intero progetto del porto franco si arresta, nonostante se ne continui a pariare e a discutere, tanto a Vienna ehe nel Regno. Una memoria coeva dal significativo titolo di * 4 ■M) HHStA It.-Sp. Rat, Neapel Correspondenz 91 fol. 95—101: Napoli, settembre 1722. «) HHStA It.-Sp. Rat, Neapel Vorträge, Nachtrag I, n. 9, doc. n. 2: Vienna, 24 maggio 1723. «) Ibid. 43) Inigo Velez de Guevara e Taxis, duca di Ognate, fu viceré di Napoli dal 1648 al 1653. Giannettino Doria fu comandante delle galere napoletane sotto l’Ognate.