Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 25. (1972) - Festschrift für Hanns Leo Mikoletzky
VITTORIO, Antonio Di: Porti e porto „franco“. Un aspetto della politica commerciale austriaca nel Mezzogiorno continentale d'Italia 1707–1734
Porti e porto ‘franco’ 261 renza dall’istituzione di un porto franco cosi vicino ai centri dei loro in- teressi. I vantaggi derivanti dal porto franco, quali maggiore afflusso di stranieri nel Regno, stimolo dei traffici e delle costruzioni navali, abbassamento dei cambi e facilitazione delle esportazioni regnicole, non convincono infatti i mercanti, i quali reputano ehe una tale novitá vada introdotta gradatamente. La Giunta tuttavia, pur tra le opposizioni dei suoi interlocutori, procede all’identificazione della localitä per l’istituzione del porto ed alia verifica dei relativi requisiti 16). Öltre Pozzuoli infatti anche Baia, distante 1 miglio da Pozzuoli, a nord, offre molti dei vantaggi ehe sembra cumulare quest’ultima: la vicinanza con Napoli, un riparo facile per lo sbarco e l’imbarco delle merci, un lazzaretto, quello di Nisida, nelle vicinanze. Alla fine perö la scelta cade su Pozzuoli, in quanto un successivo sopralluogo del 30 maggio 171117), effettuato dal regio inge- gnere Paolo Salvetti, pone in rilievo come Pozzuoli, öltre che offrire un sito al riparo dei venti, profondo e capace, offra anche dei pilastroni giá confissi nel mare — sull’ultimo dei quali si sarebbe potuto costruire un fortino a protezione delle navi —, una grande piazza a ridosso dei molo ed un palazzo di proprietá della R. Corte proprio su tale piazza. Anche la spesa ovviamente é diversa a seconda ehe il porto si faccia a Pozzuoli o a Baia. La Giunta aveva mantenuto nel mentre i contatti con il Giannelli, le cui richieste si erano frattanto meglio precisate18). In cambio della costruzione dei porto a Pozzuoli egli in particolare chiedeva 1) la carica di Provveditore generale della Dogana per se ed i suoi eredi con un compenso dei 10% sugli utili ehe avrebbe reso il porto; 2) 1’abitazione necessaria a vivere e svolgere il suo ufficio in Pozzuoli; 3) il legname, la calcina e gli altri materiali ehe avrebbe dovuto impiegare nella costruzione dei porto a prezzo ridotto; 4) il rimborso del denaro speso per tale costruzione alia ragione dei 6%, da pagarsi dai primi introiti dei porto; 5) la facoltä di nominare tutto il personale addetto alio scalo, tranne il cassiere dei porto ehe poteva essere di nomina regia. Si trattava di richieste certo né poche né lievi e lo stesso Giannelli ne doveva essere conscio dal momento che ad esse faceva seguire delle considerazioni sui non pochi vantaggi ehe un porto franco alle soglie del mercato napoletano poteva far conseguire. Innanzitutto esso avrebbe permesso un aumento delle esportazioni tipiche dei Regno, quali olio, grano e vino, stimolando ulteriormente tali coiture per la facilitá con cui si sarebbe potuto esportarne i prodotti. Inoltre quei generi prima commissionati all’estero sarebbero stati portati dai mercanti stranieri, permetiendo ai regnicoli in * ii) te) Ibid. ii) HHStA It.-Sp. Rat, Neapel Correspondenz 194 n. 2: Napoli, 12 settembre 1713; cfr. anche ibid. 177 n. 12: Napoli, 12 settembre 1713. i«) Ibid. 194 n. 2.