Gabler Dénes: Kereskedők Sallában 1. Comenrcianti Di Salla 1. (Zalalövő öröksége 3. Zalalövő, 2005)

degli anni 80, furono portate le merci soprattutto dallc figline del­la Val Padana, e in quantità mino­re dall'officina aretina. Secondo il risultato delle analisi dell'argilla possiamo distinguere almeno tre tipi delle terre sigillate nord-itali­che, di cui dobbiamo sottolineare per la sua qualità il tipo D, simile alle terre sigillate aretine. È sor­prendente, che le caratteristiche e i componenti dell'argilla dei va­sellami a decorazione applicata, portati a Salla in grande quantità, sono uguali a quelli dell'ultimo gruppo nord-italico, che è carat­terizzato dai piatti decorati à la barbotine. La decorazione è qua­si omogenea: si vedono coppie di gigli e grappoli d'uva stilizzati sul­l'orlo estroflesso o orizzontale. Le ultime terre sigillate italiche arri­varono nell'età flavia (68-96 d. C.) e traianea (98-117 d. C.) dalla Val Padana. La loro quantità notevole dimostra, che i territori della Via d'Ambra vicini all'Italia avevano ancora rapporti vivaci con Italia settentrionale, quando i prodotti della concorrenza avevano già sop­piantato le merci italiche lungo la ripa Danuvii (la ripa del Danubio). Oltre questa lotta concorrenziale tra le officine, nel caso di Salla la decrescente importazione delle terre sigillate nell'epoca traianea poteva avère un altra causa: la de­militarizzazione dell'interno della provincia, e lo spostamento delle truppe lungo il confine danubia­no. Con il ritiro della guarnigione scomparve il ceto solvente di Salla, che aveva formato la clientela fis­sá dei vasellami da távola di buona qualità. Dagli anni 80 del I secolo d. C, per più di un mezzo secolo, le ter­re sigillate arrivavano nella Pannó­nia, e cosï anche a Zalalövő, dalle officine della Gallia méridionale. Queste figline a più di 1200 chilo­metri da noi inondavano dal terzo decennio del I secolo tutta la Gal­lia, Germania e Britannia con i loro prodotti, ma potevano soppiantare lentamente le ceramiche italiche. L'officina più importante produ­ceva a La Graufesenque (l'antico Condatomago) della Gallia méri­dionale e prosperava nella secon­da meta del I secolo. Circa nel 120 d. C. Banassac, una città vicina prese il primo posto nell'esporta­zione. Le officine della Gallia méri­dionale invcntarono nuove forme, che furono influenzate anche dalla diffusione della tradizione culina­ria gallica e italica. Una nuova for­ma era la coppa bassa e carenata, il tipo Drag. 29, di cui abbiamo solo alcuni esemplari a Zalalövő, ma è raro anche in tutta la Pannónia. È più fréquente la patera semisferica del tipo Drag. 37, che sostituiva la forma suddetta del tipo Drag. 29, e la coppa cilindrica del tipo Drag. 30. Queste nuove forme soppian­tarono i vasellami arretini a forma di calice. Le ceramiche di buona qualità erano importate da Banassac nelle province danubiane fino agli anni

Next

/
Oldalképek
Tartalom