K. Palágyi Sylvia szerk.: Balácai Közlemények 1994/3. (Veszprém, 1994)

Vorträge - ROFFIA, ELISABETTA: Le villa romane del lago di Garda

ELISABETTA ROFFIA LE VILLE ROMANE DEL LAGO DI GARDA Lungo le sponde del lago di Garda si trovano numerosi resti di edifici residenziali di lusso (Fig. L). Si íratta di un fenomeno che, alio stato attuale delle nostre conoscenze, distingue notevolmente il bacino benacense dall 'area perilacustre e dagli altri laghi prealpini . La spiegazione puö essere data, öltre che dalle grandi attrattive paesaggistiche offerte dal lago, anche dal clima temperato, quasi mediterraneo, che favorisée l'agricoltura nel suo immedia­te entroterra con possibilité di coltivazione di vite e di olivo, dalia sua posizione geografica, non lontano dai due importanti centri di Brixia e di Verona e infine dalla sua rilevante fun­zione commerciale quale via di transite fra l'Europa centrale e la pianura padana. Oltre agli scali di Arilica e Riva, documentati da iscrizioni che fanno referimento a colle­gia naut(arum), corporazioni di battellieri 3 , altri impianti portuali si dovevano trovare lungo le rive del lago, di certo anche collegati con gli edifici residenziali: Catullo stesso ricorda il suo phasellus celerrimus arrivato dal mare hune ad usque limpidum lacum , Sino ad ora so­no note strutture portuali di età romana solo a Padenghe e a Sirmione: qui un porto, di ré­cente identificato, era direttamente collegato alla Sermione mansio àeXYItenerarium Antoni­ni, situata in localitá Lugana Vecchia. La mansio si trovava lungo la strada che univa Bre­scia a Verona, via di grande traffico collocata a brève distanza dalla sponda méridionale del lago 5 . Solo alcuni dei numerosi edifici situati presso il lago, a Sirmione, a Desenzano, a Tosco­lano, sono stati portati parzialmente in luce: essi mostrano caratteristiche strutturali e archi­tettoniche che Ii differenziano dai piú modesti edifici diffusi nel territorio perilacustre, in cui, accanto a una pars urbana, si sviluppa un ampio settore rustico, collegato alio sfrutta­mento intensivo del circostante territorio. A questi edifici, oggetto recentemente di indagini finalizzate a chiarire l'organizzazione poderale delle campagne, facevano capo parcelle coltivate piú o meno ampie, non contigue, intervallate da zone di bosco sulle colline o da paludi nelle conche moreniche 6 . Un edificio, rinvenuto a una decina di chilometri dal lago, a Monzambano (MN), loc. Mansarine, scava­to integralmente nel corso degli ultimi anni, esemplifica le caratteristiche di queste costru­zioni, benchú non siano possibili generalizzazioni neU'ambito di un'ampia casistica che ve­dé, accanto a piccoli edifici, dotati talora di un unico vano, complessi piú articolati corne ap­punto quello rappresentato dalla villa di Monzambano 7 . Sul versante settentrionale di una depressione, accanto a un modeste corso d'acqua che confluiva in un piccolo bacino intramorenico ancora esistente, la villa, che copre una super­ficie di circa 5000 metri quadrati, présenta diversi ambienti identificabili con la parte resi­denziale, divisi dal settore rustico da un grande cortile, cui sono affiancati in successione al­tri due cortili. I vani della pars urbana hanno pavimenti a mosaico o in cocciopesto; alcuni sono dotati di impianto di riscaldamento: essi si affacciano su un portico prospiciente il cor­so d'acqua. In questo settore è présente un piccolo impianto termale, che in un momento successivo venne ampliato con un vano absidato. Della costruzione sono state individuate fasi diverse, con trasformazioni, rifacimenti e ampliamenti che hanno interessato sia il setto­re residenziale che quello rustico. L'impianto generale dell'edificio, su una primitiva costru­zione di I secolo d.C, della quale sono rimaste scarse evidenze, risale alla fine del Il-inizi III secolo, mentre alla seconda meta del IV secolo si riferiscono diverse modifiche. La maggior parte delle ville situate sul lago sono conosciute solo per notizie generiche

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