K. Palágyi Sylvia szerk.: Balácai Közlemények 1994/3. (Veszprém, 1994)
Vorträge - ROFFIA, ELISABETTA: Le villa romane del lago di Garda
basate su vecchie segnalazioni, ma i riferimenti a resti di mosaici, a pitture parietali e a strutture di un certo rilievo, fanno ritenere che si tratti di edifici di impianto diverso dalla villa di Monzambano e non dissimili da quelli più sopra citati, già parzialmente oggetto di indagini e di studio. La conformazione fisica del lago spiega l'assenza di edifici residenziali nella parte settentrionale, dove le sponde alte e ripide hanno impedito l'utilizzo del territorio sia sul lato orientale che occidentale del bacino lacustre. Una situazione diversa è rappresentata dalla parte settentrionale, dove la piana alluvionale formata dal Sarca, fra Riva e Arco, fu sottoposta dalla prima età augustea a un intenso sfruttamento agricolo, come documentano le tracce di centuriazione, con piccole parcellizzazioni interne, finalizzate all'organizzazione rurale del territorio. Le diverse necropoli e i resti di edifici piuttosto modesti indicano la presenza di insediamenti sparsi 8 . Lungo la riva orientale sono noti rinvenimenti casuali di strutture in diverse localitá, a Castelletto di Brenzone, presso la chiesa di S. Zeno, a Garda, a Cisano di Bardolino, presso la pieve di S. Maria, a Lazise 9 , ma in nessun caso sono stati effettuati scavi archeológia. Sulla base delle segnalazioni fornite a partire dall'inizio dell'Ottocento appaiono sicuramente rilevanti gli avanzi di costruzioni, rinvenute a Garda, localitá Scaveaghe, note localmente con il nome di „mure pagane". Si trattava di strutture presenti a brève distanza dalla riva e a diverse altezze lungo il declivio della collina retrostante per una lunghezza di m. 130 circa, „salvi gli edifici accessori della villa". Si puö ipotizzare un edificio disposto su terrazze che sfruttavano il dislivello del terreno, con una parte terminante direttamente sul lago. Una simile soluzione architettonica sembra essere stata adottata anche per le ville situate sulla opposta sponda occidentale, a S. Felice del Benaco, in localitá S. Fermo, in posizione panoramica, sul promontorio roccioso proteso verso il lago, dove rimangono imponenti resti di un edificio con murature di terrazzamento necessarie per la sistemazione in piano del declivio naturale 10 e a Manerba del Garda, localitá Pieve vecchia, dove una vasta villa si trovava in età romana in parte presso il lago, ora piu distante, in parte terrazzata sul retrostante fianco della collina, sotto l'attuale abside dalla chiesa di S. Maria". Ma l'esempio più imponente di questo tipo di architettura è rappresentato dalla villa situata all'estremità settentrionale della penisola di Sirmione, nota da secoli corne le „Grotte di Catullo" 12 . Qui per adeguare il promontorio aile nécessita strutturali deU'edificio si sono operati imponenti tagli della roccia e sono state innalzate grandiose sostruzioni, disposte su uno o due livelli (Fig. 2.). L'edificio, a pianta rettangolare con due avancorpi sui lati settentrionale e méridionale, è stato progettato e realizzato in un unico momento, secondo rigidi principi di assialità e simmetria. I vani residenziali gravitano sui due lati brevi, affacciati su un grande peristilio che occupa lo spazio centrale. A est e a ovest lunghi porticati che si congiungevano sul lato settentrionale in una grande terrazza si aprivano panoramicamente verso il lago. Le indagini degli ultimi anni hanno interessato il settore méridionale della villa. Saggi eseguiti al di sotto dei pavimenti dei vani 88 e 73 hanno fornito indicazioni per una più précisa cronologia della villa che puö essere datata ai primi decenni del I secolo d.C. (età tardoaugustea-inizio età tiberiana). Parallelamente si è esclusa la presenza in questa zona di un edificio précédente a corpi laterali avanzati, che avrebbe costituito il nucleo originario, poi inglobato nella villa sucessiva. Un dato di estremo interesse è poi venuto dello scavo al di sotto del vano 88. Qui sono state messe in luce strutture riferibili a un précédente edificio, egualmente orientato, di cui si sono conservate le sole fondazioni in ciottoli, mentre l'alzato è stato rasato al momento della costruzione della nuova villa. Purtroppo le gravi distruzioni subite dalla costruzione nel corso dei secoli impediscono di leggere con compiutezza la pianta deU'edificio e di chiarire le funzioni dei diversi ambienti.