Levéltári Közlemények, 60. (1989)

Levéltári Közlemények, 60. (1989) 1. - FORRÁSKÖZLÉS - Borsa Iván–Tóth István György: Benlich Máté belgrádi püspök jelentése a török hódoltság katolikusairól, 1651–1658 / 83–142. o.

Benlich Máté belgrádi püspök jelentése 1651 — 1658 113 della città et dato ad intender a tutti, che io fusai homo da suspetto e che fussi spia Venetiana e che andavo sublevando populo contra il loro impero et doppo gran' oposte e riposte dal tribunale me condemnarano in castello per pargione, minan­ciandomi a farmi morire con la morte e fame, et a quelli pochi Christiani minaciavano di caciar li fuora della città con altre oppresioni apresso, e chosi fussi doi giorni in castello et acio compatiscano quelli pochi Christiani per liberarmi da lor' crudeli mani. Doppo tanti travagli et opprobri, che ho suportato, per honor di Dio, fu necessario pagare quatrocento reali e trovarli a usura con suo incommodo e povertà mia, come è stato ben' noto alle eminenze loro per le lettere dalli altri non solamente dalle mie, ma ancor dalli altri questo caso miserabile. Liberato che fui pasando i pegi 156 per il debito, me ne parti per una villa per nome Podua 157 di stante a Temisuaro 8 miglia in circa sotto la medesima cura arivatoche fui ali 16. di 8bre, Questa città di Temisuaro è stata occupata dalli Turchi del 1552. dove habbiamo reconciliato un sismatico Greco et confirmato. 158 fol. 25b Podua nel 1653. a di 16. di 8bre. pag. 46 Arivassimo a Podua, dove si trova una chiesa per apellation di Sanctissima Trinità, dove per tre giorni habbiamo celebrato, predicato e feci la crisma et confirmai di maschi 116, di femine 104, in tutto di un' e l'altro sesso 220 persone. Dove ancora hab­biamo reconciliato una Ariana. Questa chiesa ha suoi utensili. In questa parochia sono quatro chiese. Questo prefetto ha un capelano appresso di se, in tutto doi. Terminato qui servitio di Dio per altri tre loghi, non ho potuto andar per rispetto delli Turchi, ma mi son inviato verso il Belgradi da Podua. Secondo giorno passato il Danubio arivai a Belgradi. Belgradi nel 1653. a di 22. di 8bre. Arivai a Belgradi, dove son' stato per un' mese. Al primo di 9bre habbiamo celebrato solenamente la mesa et predicato pari­mente a li 21. di 9bre, habbiamo cantato mesa solenamente, predicato et feci la crisma et confirmai di maschi 40, di femine 16, in tutto di un' e V altro sesso 56 persone, e di questa città nel principio della nostra visita habbiamo detto e scritto quanto occorava. Caso seguito a Nùnzi 159 nel 1652. Trovandosi nella parochia di Othocaz 160 venero quatro janiceri per me mandati da emin, 161 prefetto di Nùnzi, come tesoriro e 156 Feltehetően azt akarta írni: pegni. 157 Bobda (Torontál ym., csenei járás) 158 Questa città . . . firmato — utólag beírva. 159 N"jemci (Szerem vm., vinkó vei járás) 160 Ótok (Szerem vm., vinkovei járás) 181 Török elöljáró S

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