Levéltári Közlemények, 46. (1975)
Levéltári Közlemények, 46. (1975) 2. - FORRÁSKÖZLÉS - Balázs Péter: Viale Prela bécsi pápai nuncius jelentései a magyar forradalomról és szabadságharcról 1849-ben / 289–314. o.
Viale Prelà bécsi pápai nuncius jelentései 1849-ben 301 13. La guerra in Ungheria. 17 Agosto 1849. La guerra in Ungheria contro i Magiari ribelli procede prosperamente bensì, ma non con quella celerità che si sarebbe dovuto desiderare. Le armate imperiali austro-russe son divise in 5 parti l'una al di là della Theiss che è destinata a combattere l'armata dei ribelli comandata da Görgey. Questa ha ottenuto dei vantaggi sul nemico, e già ha occupato Debreczin e Granvaradino. Essa è comandata in persona dal Maresciallo Paskievich. Un altro corpo di armata sotto il comando del General in capo austriaco B. ne Haynau mosse da Pest verso Szegedino ; s'impadronì di quella città occupata già dai ribelli, e quindi spinse le sue forze verso la fortezza di Temesvár che era nelle mani degli imperiali, ma che i ribelli cingevano d'assedio. Era di sommo interesse per gl'imperiali d'impedire che la fortezza succennata, che già si trovava sfornita di viveri, ed in cui la guarnigione era travagliata da numerose malatie, cadesse nelle mani dei ribelli. Il General Haynau pertanto mosse per attaccare l'armata dei ribelli e la raggiunse il giorno 9. Un caldo combattimento s'impegnò da ambedue le parti. Gli ungheresi eran comandati da Dembinsky e da Bem. Il combattimento durò per ben 12 ore, ed i ribelli furon costretti a ritirarsi senza però che in quel giorno fossero inseguiti dalle truppe imperiali. Sembra che il corpo dei ribelli si sia ritirato precipitosamente e che tale scoraggimento si sia impadronito dei med. 1 da far credere che l'infanteria del med.° si sia presso a che intieramente disciolta. Il giorno seguente il B. ne Haynau fece inseguire il nemico e fece prigionieri circa 6000 ribelli. Gli ungheresi si son diretti dalla parte di Lugos, non si sa ancora quale direzione sien per prendere ulteriormente, ma potrebbe accadere che si gettassero nella Transilvania, trovandosi precisamente sulla strada che conduce in quella provincia. L'armata di Haynau è già in grado di porsi in unione coll'armata del Maresciallo Paskievich che si trova a Granvaradino, e ad un tempo si trova già in comunicazione col Bano che occupa le vicinanze di Pietrovaradino. Queste armate che sono bensì a distanze considerevoli in un paese così esteso come l'Ungheria, son dirette a stringere il nemico e a spingerlo in una direzione meridionale onde liberar dal medesimo quelle contrade che già tanto han sofferto. Un altro corpo d'armata si trova nella Transilvania. Il med.° già s'impadronì di Kronstadt di Hermanstadt, ed ha disfatto un corpo di ungheresi comandato già dallo stesso Bem, però la città di Clausenburg si trova tuttora nelle mani dei ribelli. Le contrade della Transilvania sono montagnose assai e per questo stesso offrono grande facilità d'intrattenervi quel genere di guerra così detta di partigiani. La più parte di quelle popolazioni vale a dire i Sassoni e i Valachi sono devoti alla dinastia regnante, però gli ungheresi detti Zeckler che occupano la parte orientale del paese sono animati da fanatismo per la causa della ribellione, e convien dire che sono valorosi assai. V'è finalmente il 5. corpo d'armata, e questo è destinato a far l'assedio a Comorn. Il med.° si trovava presso quella fortezza al numero soltanto di 8 a 10 000 uomini. I ribelli che erano in Comorn al numero di 16 000 combinato un attacco con altro corpo di ribelli, che veniva dal Sud-ovest presero in mezzo le truppe imperiali sulla riva destra del Danubio e le costrinsero a precipitosa fuga dopo un, sanguinoso combattimento inutilmente con sommo coraggio dalle med. e sostenuto. I ribelli s'impadronirono di molti pezzi d'artiglieria di una quantità considerevolissima di bestiame come ancora di magazzini di vestiario, e quindi spinsero verso la città di Raab di cui si reser padroni. Non può bastantemente deplorarsi l'imprevidenza dei due Comandanti in Capo. Gli austriaci credevano che sulla riva sinistra del Danubio il Maresciallo Paskievich avesse lasciato un corpo d'armati sotto il comando del Generale Grabbe mentre il Maresciallo russo senza informare il comando austriaco aveva tratto a sé il corpo sudd.° per spingerlo contro Görgey, ti Maresciallo Paskievich aveva assunto l'incarico particolarmente di agire contro il corpo di Görgey, il quale uscito dalla fortezza di Comorn operava nell'Ungheria settentrionale. I russi han creduto d'inseguire il sudd.° corpo di rebelli ed han passato la Theiss supponendo che Görgey l'avesse passata egli stesso. Ora però si dice che questi agisca di bel nuovo nell'Ungheria settentrionale. Intanto il governo imperiale ha sentito la necessità di riunire un maggior numero di armati presso Raab per impadronirsi di bel nuovo di quella città e cacciatine i ribelli stringer più d'appresso l'assedio di Comorn a questo fine sono stati fatti venire diversi corpi dalla Moravia, dalla Boemia e da altre contrade dell'Impero, mentre il Maresciallo Paskievich ha dato ordine che il corpo del General Grabbe si recasse esso pure per cooperare all'impresa succennata. Sembra che finora nelle operazioni militari delle due austriaca e russa vi sia stato poco accordo; i russi agivano come l'intendevano, senza darsi carico delle operazioni dell'armata austriaca; ora però si è sentita la necessità di porre più d'insieme nelle operazioni med. e e questo offre speranze