Levéltári Közlemények, 46. (1975)

Levéltári Közlemények, 46. (1975) 2. - FORRÁSKÖZLÉS - Balázs Péter: Viale Prela bécsi pápai nuncius jelentései a magyar forradalomról és szabadságharcról 1849-ben / 289–314. o.

300 Balázs Péter Theiss a Tokai. Poco dopo anche il Maresciallo Paskevich passò quel fiume per inseguire Görgey e per impedire la riunione del med.° con i corpi di Dembinsky e di Perzel, e qui si racconta che sia pienamente riuscito in questo suo divisamente Qui s'ignora ove si trovi precisamente il corpo d'armata di Görgey, il med.° però dove egli non sia riuscito a spingere verso l'Ungheria meridionale, dovrebbe trovarsi nelle contrade di Debreczin о di Granvaradino. Intanto il General Haynau comandante in Capo delle truppe austriache mosse da Pest, spingendo le sue forze verso Segedino, ove si trovava il governo dei ribelli i quali facevan credere di voler resistere in quella città che avevano fortificata, però gl'imperiali non hanno trovato alcuna resistenza, ed il giorno 1.° del corrente s'impossessarono della medesima senza combattimento. Tra i ribelli sembra regnare grave scissione. Finora il Kossuth era stato l'anima e l'idolo di quel partito, avendo procurato di allucinare il popolo con mille menzogne e di eccitar fanatismo nel med. con ogni specie di inganno e di millanteria. La massa dei ribelli aveva prestato fede ai di lui in­ganni, e si era lusingata che trionferebbe pienamente; ora però è giunto il momento del disinganno, e tutti anche i meno chiaroveggenti considerano la causa loro come del tutto perduta. Nel parlamento che era radunato a Segedino alcuni osarono parlare contro Kossuth rimprove­randogli le male arti di cui si era servito per indurre in inganno la nazione e per gettarla nell'abisso d'infortunio in cui ora si trova. La discussione fu animata assai ed ebbe per risultato che il Kossuth sia stato costretto di dimettersi dalla dignità di presidente della repubblica, e che Görgey sia stato nominato dittatore. Si aggiunge ancora che il parlamento si sia dichiarato contrario alla forma re­pubblicana, e che abbia di bel nuovo ammesso il principio monarchico, bensì che l'Ungheria debba formare una monarchia intieramente separata dall'Austria, e non più dipendente da questa dinastia. V'è stato chi ha preteso potermi assicurare aver Görgey espresso il desiderio di aver un intratteni­mento col Maresciallo Paskevich. Nel med." il primo avrebbe fatto sentire al Maresciallo che l'affare dell'Ungheria sarebbe intieramente ed all'istante med.° terminato qualora l'Imperatore Nicolao per­mettesse che un Granduca di Russia diventasse Re d'Ungheria. Una tal proposizione fu rigettata con indignazione dal Maresciallo russo, ed allora fu che Görgey si dice si sia espresso che mai si assoggetterebbe all'Austria, e che preferiva di finire i suoi giorni nella Siberia. Ora il teatro della guerra è trasportato nell'Ungheria meridionale. Lo scoragimento si fa sentire in molti dell'armata ungherese, però questa, compresi i corpi Görgey, di Dembinsky, di Perzel e di Böm(!), conta tuttora più di 100 000 uomini. Conoscendo l'indole dei Capi di questi diversi corpi d'armata, non è a credere che i med. 1 non sieno per tentare una qualche impresa, quando non fosse che per aprirsi la strada sul territorio turco. L'ampiezza di quelle contrade è cosi grande che l'armata austro-russa non potrà cosi facilmente riuscire a circondare l'armata dei ribelli; cosicché potrà accadere che la cosa sia per durare ancora alcune Settimane od anche un maggior spazio di tempo, e ciò particolarmente a motivo che i russi procedono con molta lentezza affine di agire con maggior sicurezza. Nella Transilvania un corpo russo riunito ad altro corpo austriaco si è impadronito della città di Hermanstadt ; però anche in quella contrada le cose procedono lentamente per il motivo di sopra accennato. Circa 6000 ribelli della Transilvania si sono spinti nella Moldavia per fare una diversione all'armata russa, questo però lungi di giovare alla loro causa, non potrà alla fin fine che nuocere alla med. a impegnando quel Principato ed anche la Corte Ottomanna ad agir contro la rivoluzione ungherese. Il governo dei ribelli dopo aver lasciato Segedino, si è ridotto a quel che si dice nella città di Granvaradino, ma è chiaro che non potrà restarvi a lungo a motivo che le truppe russe si son dirette a quella volta. La questione ungherese può esser considerata come chiusa, e per me già lo era dal momento che l'Imperatore Nicolao prese la determinazione di prestar ajuto alla casa d'Austria. La difficoltà principale però non consiste nel riconquistare quel regno, ma bensì nel pacificarlo. Di questa im­presa non men salutare che necessaria dovrà occuparsi il Governo imperiale, e spero sia per farlo con quella saggezza che merita la gravità della cosa, vale a dire con fermezza bensì, ma ben anche con molta moderazione. 322. Dispacci alla Segreteria di Stato. N. 206. Tartalmi kivonat: A hadműveletek Magyarországon eredményesen, de nem a várt gyorsasággal haladnak. Szaka­dás a rebellisek táborában. Kossuth fanatizálni tudta a népet, de ma már látják, hogy minden el­veszett. Felszólalások Kossuth ellen a szegedi parlamentben. Magyarország diktátora Görgey, aminek következménye, hogy a köztársaság kikiáltása már nincsen érvényben. Az egyesült magyar seregek esetleg megkísérlik, hogy utat törjenek Törökországba. 6 ezer rebellis átkelése Moldvába. A magyar ügy sorsa eldőlt, s ez Miklós cár segítségének köszönhető. A fő nehézség most már nem az ország visszaszerzésében, hanem a nép megbékéltetésében van, ami a kormány részéről határozott­ságot, de mérsékletet is igényel.

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