Prokopp Mária: Un nuovo crocifisso dipinto del trecento nel Museo Cristiano di Esztergom (1974)

UN NUOVO CROSIFISSO DI ESZTERGOM 161 Fig. 4. La testa della croce di Esztergom (L’aureola nel corso della pulitura) rato, cedesse il posto ad una rappresentazione più realistica del gotico occidentale. Conosciamo i più bei campioni di questo tipo dalle miniature francesi del XIII secolo, dalle vetrate dipinte, da lavori d’avorio intagliato e di oreficeria, che danno una rappresentazione più umana di Cristo morto, dal corpo inanime pendente. Questa conce­zione si rivela già nella croce anzidetta di Cimabue, il che significa che anche l’evoluzione interna dell’arte italiana è giunta alla creazione di una composizione nuova nella forma e nel contenuto. Bastava spezzare le catene formali invariabil­mente dominanti del tipo bizantino. Questo passo decisivo nella pittura italiana — e perciò anche nella sfera delle croci dipinte — è dovuto a Giotto il quale nel grande crocifisso dipinto — datato generalmente intorno al 1290 — di S. Maria No­vella a Firenze offre la più bella formula precoce del nuovo tipo italiano.5 Occorre sottolineare l’indicazione «italiano»; infatti l’opera di Giotto e dopo di lui tutta la lunga serie delle composi­zioni trecentesche sono del tutto distanti dalle immagini del gotico francese, tutte pianeggianti e costruite su un ritmo lineare sensibile, volubil­mente decorativo, e che anche nel contenuto pun­tano sul significato mistico fortemente accentuato. Per il tipo italiano del trecento le composizioni di Cristo morto dovute al gotico occidentale non costituivano clic un impulso iniziale. È nel 1266 che compare per la prima volta nell’arte monu­mentale italiana, sul rilievo del pergamo senese di Nicola Pisano, il tipo occidentale ove il corpo pendente in abbandono pesante è alquanto spos­tato a destra e indietro, mentre le gambe si pie­gano alle ginocchia e sono leggermente voltate a sinistra. I piedi, sovrapposti l’uno all’altro, sono fissati alla croce con un unico chiodo. Anche nella pittura sarà Pisa, città marittima aperte ugual­mente agli influssi orientali e occidentali, che vedrà comparire per la prima volta il nuovo tipo gotico. Nel crocifisso firmato di Raniero d’Ugo- lino — 1280 — 85 cca — nel Museo Civico di Pisa6 Ada Hist. Art. Hung. Tomus 20, 1974

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