ARHIVSKI VJESNIK 13. (ZAGREB, 1970.)

Strana - 205

prossimo e favorevole. Io invece, che d'ordinario sono ottimista, vedevo di ora in ora crescere le difficoltà, specialmente in quanto riguardava la strada a battersi per ottenere una soluzione. Fu per questo che vidi con piacere venire da me Biankini, ritenendo che fosse disposto transazione nel nostro senso. Neil colloquio avuto con Vranković e Ivčević vidi ripetersi quella incertezza prima osservata nelle proposte, ed aumentare i dubbii sull'esito. Fu deciso di presen­tare ancora a Bjankini una proposta nel senso della prima mia, ma più gene­rosa. Ciò fui jeri, ed egli si mostrò irremovibile. Si decise adunque di fargli l'intimazione notarile. In questa io, come rappresentante degli azionisti, e come quello che assieme al Pavlinović lo prese e redattore, e gli consegnò l'ammini­strazione, gli ingiungerò di abbandonare la redazione e di consegnarmi stampe­ria, denaro e tutto, di legarsi da ogni ingerenza, salvo a far valere i suoi diritti di azionista verso di me come rappresentante la società. E siccome il tempo stringe, ed io devo la prossima settimana essere a Vienna, perché in comitato viene la questione di Cilli, ma sopratutto perché bisogna preparare con cura la petizione, che sarà fatta, non a nome di tutti gli azionisti ma di me solo, e l'istanza per il sequestro, e che su due piedi tutto ciò non può essere fatto, darò al Bianchini tempo per la consegna a tutto il mese di maggio. Egli non consegnerà nulla naturalmente, ed allora TI primi di Giugno si presenterà petizione, istanza e si sospenderà la tipografia. E poi nascerà quello che ha da nascere. Io non so capire quale grande influenza possa avere questa vertenza col Biankini sulle elezioni. Se IL pubblico così aspetta una pronta soluzione, si È perché gli si È fatto credere una tale possibile, senza chiarirgli le gravi ed imbarazzanti difficoltà della situazione. Anche chiusa la stamperia, il Bianchini continuerà a stampare il suo giornale, e questi non influirà in modo decisivo sulle elezioni, come non ha influito sinora sull'opinione, la quale da tutte le notizie, che ricevo, È a noi dappertutto più favorevole che a lui. Un colpo qualunque dato senza riflessione, purché se ne parli, non È una soluzione. ALL' incontro se il colpo È seguito da un fiasco, allora potrebbe essere fatale. Bi­sogna quindi procedere cauti, e fare capire al pubblico che l'affare È difficile, ma che ad ogni modo, se anche in un tempo non breve, si deverrà ad una liquidazione, e che se il »Nar[odni] List« non può ritornare nelle nostre mani, sparirà almeno con tutta la stamperia. L'intimazione notarile farà comprendere al pubblico che si vuole procedere seriamente. Io da 8 giorni ho la testa come un volcano. A forza di pensare e ripen­sare per trovare un modo DI finirla ho perso il sonno, e non mi sento bene. Ma spero di non ammalarmi. Molti saluti per tutti AFFMO M. Klaić 17. Zara 2 Maggio 1895 Caro File, È fatta! Dopo averti scritto la mia jeri ed anche impostata, ho ricevuto la intimazione che non mi garbava affatto. Sempre più persuaso che non si farebbe nulla, se non distruggere la stamperia e sottoporsi a nuovi sacrifizii, ho deciso di accettare la proposta Bjankini, vale a dire a lui la stamperia a noi i denari. Collegialmente ho fatto male, ma volevo finirla. Se qualcuno 205

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