Molnár Antal: Egy raguzai kereskedőtársaság a hódolt Budán - Források Budapest közép- és kora újkori történetéhez 2. (Budapest, 2009)

Dokumentumok - III. A társaság működésével és felszámolásával kapcsolatos dokumentumok

275 cinquanta, et che della rendita si debbano dire tante messe ogni anno per anima mia et delli mia antecessori. Et perchè per alcuni mia conti trovo di dover dare a quondam Simone di Giovanni spiciale ducati quatrocento, li quali voglio che siano pagati a colloro, a quali per raggione et per giustitia attengono. Et perchè con quondam ser Benedetto Paulo di Saracca ho havuto parecchi conti, il quale per li sua conti a me dati mi fa debbitore ducati quattrocento, dico ducati 400, delli quali con tutto ciò, che io non sono consapevole di vero essergli debitore, nientedimeno per discarrico della mia conscientia voglio che siano pagati detti ducati quattrocento alli sua eredi o a quelli, che de raggione debbano pervenire. Et le sopradette tre partite, che asumano ducati mille e quattrocento lasso per conscientia et voglio che siano pagati delli primi denari, et alla più longa doppo messi quattro, che sarrà aperto questo mio testamento. Messi dieci altrimenti facendo, che non debbia havere nulla del mio né di mobile né di stabile, ma che siano eredi del tutto li signori tessaurieri et procuratori di Santa Maria, con questo che li detti ducati mille e quattrocento debbano destribuire come di sopra ho dechiarito et satisfare et anchora li altri lassi, che in questo ho fatto et testato, debbano satisfare il tutto, et del restante che debbiano mettere alle intrate in Italia in perpetuo et distribuir le intrate ogni anno in tante messe, che siano celebrate per anima mia et delli mia morti. Dichiarando che questo sia così in caso che il detto mio fratello ser Nicolò Luca di Bucchia non distribuisse le sopradette partite di ducati 1400, che lasso per conscientia in termine di mesi dieci postagli di sopra. Et delli altri lassi che ho fatto in questo, come si anderà rimborsandossi, dia et pagi ad ogniuno la sua ratta soldo per li era sina a intera satisfatione ad ogni uno del tutto in questo nominato, et dello restante, come ho detto di sopra, tanto del stabile, come del mobile sia mio universal erede. Et perchè per mano di ser Orsatto di Sorgo li mesi passati ho mandato a domina Marra mia sorella di argento talari cento, li quali gli a dato et io gli ho donato a detta domina Marra oltra il sopradetto lasso. Item lasso alli dua frati, che al presente si trovano qui in Belgradi, cioè a fra Jacomo et a fra Giovanni cappellano qui a talari cinque di argento a cadauno di essi per le messe gregoriali, et in monasterio di Ollovo in Bosna lasso di argento talari dieci che dicano in 2 monasteri messe gregoriale, et questo che se gli dia qui in Belgradi. Item lasso alle reverende monache di Santo Pietro in Ragugia perperi dieci che pregano Iddio per me, medemamente in monasterio in Santo Toma altri perperi dieci. Et perchè dico et dichiaro che ho havuto da Mihoc mio servitore, che è di presente in Buda, talari cento e ottanta di argento, che ha portato seco, et di più per la sua mercede dopo che serve a me a ducati vinti al anno, che sono incirca anni sette che serve, et medemamente alli altri servitori lo che sarà giusto. Et faccio epitropi di questo mio testamento mio fratello ser Nicolò sopradetto et ser Mari­no Paulo di Saraca et ser Vladislavo Marino di Bonna, alli quali prego che gli sia raccommandata la anima mia, et che debbano stribularlo quanto prima, come di sopra ho dechiarito. Et questo testamento et ultima volontà mia, e voglio che sia aceto et valido in tutte le parti del mondo, come se fosse fatto per publico nostro notario di Ragugia, perchè così è la ultima volontà mia. Et per fede del vero li testimoni si

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