A történeti varosok védelme és kartája (Az Egri Nyári Egyetem előadásai 1992 Eger, 1992)
Giordano Conti: Bologna
seografici appare, ancora una volta, una provocazione. L'obiettivo, infatti, non è più soltanto il recupero integrate di un patrimonio storico di innegabile valore ma la riproposizione di una progettualità interrotta agli inizi del secolo scorso e mai portata a compimento nella nuova cittá industriale. D progetto si concentra, in particular modo, su quella che puö essere definita la più vasta e qualificata organizzazione della cultura e della didattica scientifica esistente in Italia: la zona universitaria con il suo complesso sistema di istituti, biblioteche e musei; il comparto della pinacoteca e dell'accademia di belle arti con l'appendice del giardino e della palazzina della Viola, di origine bentivolesca. Mentre per le istituzioni universitarie i problemi si possono facilmente ricondurre all'esigenza di una normale opera di manutenzione e restaura, per tutta l'area posta a ridosso della cinta nord-est della città l'impegno progettuale si estende alia ritessitura delle spazialità perdute e giunge alia rilettura opérante dei vuoti degli orti e dei pieni del costruito. D termine di confronte è rappresentato da un piano predisposto, ai primi den'Ottocento, da Giovanni Battista Martinetti per la nuova università nazionale voluta da Napóleoné. L'idea portante di questa sistemazione risiede nella série rawicinata di relazioni prevista fra la sede dell'accademia, nell'ex convento di S. Ignazio, e il giardino della Viola: il tramite progettuale adottato a questo scopo è rappresentato da un canocchiale di tre strade alberate che si aprono verso la palazzina della Viola al centro, l'orto botanico e l'istitutio di agraria ai lati. Si viene cosi a configurare una simmetria compositiva di raffinata eleganza che allude consapevolmente all'orto fïorentino di Bernardo Rucellai o al giardino ateniese di Academio. La praposta del Martinetti, rimasta purtroppo sulla carta, viene ripresa nel 1888 dal rettore Capellini in occasione dell'ottavo centenario dell'ateneo. Ma la successiva apertúra di un asse viario fra l'accademia e il giardino e la costruzione degli edifici di medicina legale e di fisica spezzano definitivamente ogni possibilité di connessione fimzionale fra le parti. D progetto di Cervellati parte proprio da qui, da queste occasioni mancate, dalle opère previste e mai realizzate, per riproporre un disegno urbano in grado di recuperare ciö che è andato perduto, di riconnettere ciö che è state diviso, frantumato. Questo significa, corne primo atto riparatore, eliminare tutto quello che ha scompaginato l'orditura ereditata nell'Ottocento: la strada di attraversamento, che viene portata in galleria, e gli edifici sorti a margine di questo asse. E poi, ritornare alla grande intuizione di età napoleonica, con la riaffermazione di un legame organico fra la città e gli insediamenti didattici e culturali e la creazione di spazi aperti, integrati, facilmente fruibili da tutti, studenti e cittadini. La proposta, insomma, guarda principalmente all'identità storica dei luoghi e alla loro coerente riutilizzazione in epoca contemporanea. In quanto taie fornisce una risposta alta alla domanda, sempre più attuale, di una stretta correlazione ira piano e progetto, fra contenuti urbanistici e forme architettoniche. 5. Un episodo pianificatorio che sembra riassumere tutte le vicende bolognesi è quello recentemente attuato per il centro storico di Palermo. In questo caso Pier Luigi Cervellati lavora con la collaborazione di altri due maestri della conservazione in Italia: Leonardo Benevolo e Italo Insolera. L'occasione appare fin dall'inizio del tutto eccezionale. Palermo è certamente una delle città più disastrate d'Europa: il suo tessuto antico è stato sottoposto, dopo i bombardamenti dell'ultima guerra, a un'aggressione brutale e indiscriminate che ha prima eroso, poi sfigurato in più parti il volto di una delle più belle capitali del Mediterraneo. L'immagine è oggi quella di una città umiliata sul piano fisico, pericolosa e violenta a livello sociale. Ebbene, in una situazione di questo tipo,