A történeti varosok védelme és kartája (Az Egri Nyári Egyetem előadásai 1992 Eger, 1992)

Giordano Conti: Bologna

di fronte a una caduta evidente di tensione verso i temi del recupero urbano, a Palermo si tenta, alla fine degli anni ottanta, la sfida più difficile: quella di cancellare decenni di indifferenza, di malgoverno, per imboccare finalmente la strada di una corretta amministrazione dell'urbanistica, di una seria politica di salvaguardia del centro storico. In questa prospettiva gli autori del piano mettono subito in chiaro che preliminare a ogni considerazione sugli indirizzi e sugli obiettivi è un'attenta radiografia del conteste fisico cosi come storicamente si è determinate attraverso una série di fasi di formazione, trasformazione, permanenza o regressione; solo successivamente è possibile valutare i criteri di uso e conservazione. In questo senso, gli interventi devono mettersi al servizio degli oggetti da restaurare, e non viceversa; e anche le destinazioni funzionali, per quanto possibile, vanno commisurate con quelle originali; inoltre, per una gestione attiva del pia­no si ritiene utile rapprontamento, da parte deiramministrazione comunale, di un organismo tec­nico in grado di agire in modo permanente. Il centro storico di Palermo présenta tuttora, nonostante i danni e ie dispersioni subite, una successione di stratificazioni edUizie e urbanistiche di straordinaria eloquenza: la città antica, comprendente le acquisizioni di moite civiltà (fenicia, cartaginese, greca, rcmana, bizantina, ará­ba, normanna, aragonese, spagnola, borbonica), è spartita ancora in quattro parti da due lunghi assi disposti a croce che fino a non moite tempo fa mettevano in relazione il tessuto antico con l'az­zuiTO del mare e il verde del territorio circostante; al sostanziale equilibrio della compagine esis­tente si oppongono gli interventi attuati dall'Ottocento in avanti, i prirni ancora in grado di convi­vere, gli ultimi in nette conflitto con un organismo ormai storicizzato. In somma, una lettura analitica del complesso sistema dei pieni e dei vuoti cosi come è sopraggiunto fino a noi rappre­senta di per sé uno strumento formidabile non solo di interpertazione del passato ma anche di pro­gettazione del futuro. La riqualificazione fisica, la rivitalizzazione funzionale — come si afferma nel piano — devono essere il frutto di una difficile opera di disseppellimento e decifrazione, non di invenzione. In questa ottica, come si puö ben comprendere, torna a essere indispensabile anco­ra una volta la metodológia storico-tipolica che consente di estrapolare le diverse ipotesi d'inter­vento dalla lettura del costruito. Sono stati cosi pazientemente selezionati i tipi edilizi, e le relative varianti, presenti nel centro storico: gli edifici destinati a funzioni specializzate non religiose (pa­lazzi, caserme, teatri) o religiose (chiese e conventi); i palazzi per la residenza delle classi agiate; i palazzetti unifamiliari della piccola borghesia o plurifamiliari ottenuti dalla suddivisione o daU'accorpamento di edifici maggiori o minori; i catoi semplici o multipli utilizzati come abitazio­ni popolari. Per ognuno di questi tipi sono state individuate le modalità d'intervento, che vanno dalla conservazione dei manufatti esistenti attraverso il restauro o la ristratturazione, al loro ri­spristino tipologico o filologico, fino alla salvaguardia di quei brani di tessuto degradati in termini irreversibili ma che possono testimoniare la continuità dell'edificato. In tutti i casi è impedita la sostituzione con volumi di nuova costruzione; solo in presenza di edifici realizzati in epoca récen­te, in netta opposizione con il conteste storico, è possibile predisporre interventi di correzione e adeguamento ai sistemi edilizi consolidati. Relativamente aile destinazioni d'uso si prescrive, in linea generale, il mantenimento di quelle primitive, mentre nel caso deirinserimento di nuove fun­zioni occorre adottare il criterio dell'analogia distributiva e funzionale. Come si vede, il piano particolareggiato è state costruito in modo agile e snello, con una série di previsioni normative in grado di garantire regole certe per tutti i soggetti che vogliono interveni­re con lo strumento della concessione per singole unità edilizie. Ma il piano, almeno per quei provvedimenti dell'amministrazione pubblica che si riferiscono ad alcune aree strategiche, assu­me anche uno specifico valore programmatico. Una particolare attenzione progettuale viene dedi-

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