László Szederkényi: La partecipazione dei cristiani alla vita politica nell'epoca precostantiniana - Studia Theologica Budapestinensia 33. (2008)

IV. LA PARTECIPAZIONE DEI CRISTIANI ALLA VITA PUBBLICA DAL II. SECOLO FINO ALL'ETÁ DI COSTANTINO - 3. Il problema del culto pagano

Il pagano Celso attacca i cristiani a causa del rifiuto dei culto tra- dizionale e non capisce il loro comportamento ehe consiste nel non poter servire a due padroni (Mt 6, 24; Le 16, 13)224. Dunque il cristianesimo primitivo quando rifiutava il culto paga­no si riferiva a due argomenti: ali'impossibilità dell'adorazione déllé creature e all'impossibilità di servire a due padroni. Ma questo pen- siero non veniva riconosciuto dal paganesimo ehe era incapace di sopportare idee diverse da quelle ufficiali. I cristiani avevano difficol- tà per non cadere nel peccato di idolatria, ma gli ebrei erano dispen­sati da questa pratica. Non è casuale ehe gli editti imperiali anticristiani prescrivono la partecipazione al culto ufficiale e gli imperatori collegano il rinnova- mento politico con quello religioso. Tertulliano ammonisce ehe i cristiani non compiano sacrifici an­che se il loro atteggiamento sembra ostinazione e cosi la loro vita non sarà facile225. Egli si riferisce agli epicurei ehe rifiutano ugualmente la parteci­pazione al culto pubblico: "Noi non abbiamo nulla a ehe dire, a ve- dere, a udire con le folle dei circo, con la licenziosità del teatro, con l'atrocità delTarena, con la futilità delle palestre. Fu pur lecito agli epicurei di stabilire una diversa verità intorno al piacere, cioè la tran­quillité dell'animo"226. Secondo il dottore africano, anche se non esiste nessuna legge di­vina contre l'idolatria e la costruzione degli idoli, bessere cristiano non ci permette queste attività immorali: "Anche se nessuna legge divina ci avesse proibito di costruire idoli e nessun comando dello Spirito Santo avesse minacciato i costruttori nonché gli adoratori de­gli idoli, noi dovremmo dedurre dal nostro stesso sacramento227 ehe queste arti sono contrarie alia nostra fede. In che modo, infatti, ab­biamo rinunciato al diavolo e ai suoi angeli, se li costruiamo? [...] Pre- dicare 1'unico Dio, tu ehe ne fai cost tanti? Predicare il vero Dio, tu ehe costruisci i falsi? Costui potrebbe obiettare: 'Li faccio, ma non li 224 Cfr. Origene, Contra Celsum VII, 2; VIII, 56. 225 Cfr. Apologeticum XXVII, 2. 226 Apologeticum XXXVIII, 4-5. 227 Si tratta dei battesimo e in particolare dei giuramento ehe lo accompagnava. 51

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