Folia Theologica 18. (2007)

Géza Kuminetz: Il peccato e la riconciliazione nella teologia di Sándor Horváth O.P.

IL PECCATO E LA RICONCILIAZIONE 139 (propitiatio) dell'estraneità.12 L'offesa puö essere di diverso spesso- re. Possiamo pariare di offesa morale, di offesa giuridica e di offesa al galateo. Ognuno ha le proprie regole per la ristabilizzazione. Per questo un'offesa grave non puö essere ristabilizzata mediante una scusa pubblica, anche perché Tordine giuridico prevede il risarci- mento dei danni provocati. E fino a quando non si parla di risarci- mento giuridico, non si puö nemmeno pariare delTintenzione di voler veramente riconciliarsi con l'offeso. Allô stesso tempo non si parla di azioni straordinarie, ma di azio- ni che provengono dal cuore, dato che si tratta di due cuori infranti, vero ehe non nella stessa misura. Se non ha ancora avuto il risarci- mento (attraverso Toffensore o chi per esso), l'offensore, in senso giuridico, si trova con una punzione legittima e se ha ristabilito Tordine della giustizia delToffeso non vi è ancora la totale riconci- liazione. La riconciliazione deve andare avanti con la partecipazio- ne attiva delToffensore e solo lui la puö portare a termine. Questa è la causa: „Toffesa scaturisce dei disturbi del sentimento e si riprodu- ce in forma di torto nelTanima delToffeso. La prima è l'offensa acti­va, mentre la seconda è Toffensa passiva. Affinché avvenga la riap- pacificazione è necessario che scompaiano i sentimenti di scombus- solamento e di disordine. Per poter trovare la riappacificazione è necessario la soppressione della furia e delTostilità. Nella vita dei sentimenti è necessario che la forza dell'amore sia equilibrata... li (nelTanima) vigila il silenzio e la pace. Se Tamore tiene in equilibrio, ma fuoriesce allô stesso modo Tira, subito si spezza Tequilibrio e le forze centrali o non funzionano, o danno spazio all'odio. Definiamo Tultimo stato d'animo corne avversivo che puö trasformarsi in ini­12 „L’oggetto della riconciliazione (materia circa quam) sono Toffesa e i distur­bi che da essi provengono (piaculum). La causa finale (causa finalis) è quella di farli cessare, ovvero quello di rimetterli in ordine. La causa efficiente (cau­sa efficiens) è data dalle azioni importanti della morale ed infine (sec. causam formalem), in quanto azione (expiatio activa) Tapplicazione partendo dalTamore e nelPamore stesso per il rispristino della pace. In quanto mezzo (prpitiatorium) è la capacità per arrivare alla benevolenza. La possiamo vede- re anche in quanto risultato (expiatio passiva). Ciô è simile alio stato di bene­volenza”. Cfr. HORVATH, S. Az engesztelés [La riconciliazione], in HORVATH, S. Örök eszmék és eszmei magvak Aquinói Szent Tamásnál. Böl­cseleti és hittudományi tanulmányok [Ideali perenni e sémi d’ideali in San Tommaso d’Aquino. Studi filosofici e teologici], Budapest 1944, pp. 395-396. Seconda nota.

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