Folia Theologica 18. (2007)

Géza Kuminetz: Il peccato e la riconciliazione nella teologia di Sándor Horváth O.P.

IL PECCATO E LA RICONCILIAZIONE 137 guarda, invece, l'azione della volonté, questa capacità intellettuale si attacca a quanto è errato e puo portare, in fin dei conti, all'ostinazione (obstinatio). Questo è il punto finale di abbanono dei rapporta con Dio che fa dell'uomo la persona più vile ed infame. Il peccatore lega la sua anima alla legge del peccato e al fine ultimo che è la malignità consa- pevole (peccatum ex certa malitia), ovvero la cattiveria senza confini. Dietro al peccato di volontà sta l'uomo caduto nel peccato. Ma possia- mo affermarlo anche corne il rifiuto consapevole della grazia. Questo è uno stato contro natura dato che porta l'uomo ad uno stato di malcon- tento, di tormento, anzi di angoscia. 4. LA RISTABILIZZAZIONE DELL'ORDINE DISEGREGATO L'uomo peccatore, ipotizzando ehe esso non abbia decisio in ul­timo di attacarsi al peccato, puô accorgesi di quanto fatto, dei suo peccato, da cui vuole liberarsene solo che deve adeguarsi alla legge dell'amore. Questo sarebbe il processo di espiazione, di perdono e di riconciliazione. Possiamo pariare di riconcilazione in tre determinati modi: 1. Expiatio activa, ovvero il processo che porta alla riconciliazione to­tale. 2. Expiatio passiva, ovvero lo stato di riconciliazione (reconci­liatio). 3. Expiatio in facto esse, ovvero il risultato finale della ricon- ciliazione, 1'amicizia interpersonale e Tacquisizione dell'amore.9 piente, ovvero la macanza centrale della sapienza. Puô significare anche, sconsideratezza e sragionevolezza. Da qualsiasi punto di vista esprime il si­gnificato di peccato: dove c’è peccato li finisce il potere dell’intelletto. Cfr. HORVÁTH, S. A bűnszenny [L’orribilità del peccato], in Theologia 1 1 (1944), p. 223. Prima nota. 9 „Possiamo pariare di riconciliazione, come la probabile azione (expiatio acti­va) verso la persona offesa per ottenere la sua benevolenza. Cerea di trasfor- mare il sentimento, di trovare la sua benemerenza, il suo perdono e 1’offerta di tutte quelle cose che sono importanti davanti ad egli. La riconciliazione passiva mostra due vie. La prima si gioca all’interno dell’offensore e quindi la purificazione, la trasformazione e il ritorno all’amore. La seconda si gioca all’interno dell’offeso e öltre a quanto già scritto bisogna aggiugere la bene­volenza e l’amicizia. Bisogna aggiungere il rapporto scombussolato e disordi- nato avvenuto anche da un punto di vista soggettivo. La riconciliazione come fine ultimo (expiatio in facto esse), il rapporto instauratosi deve star a signifi­care un rapporto stabile. Bisogna, anche, aggiugere la stabilizzazione dell’amore, l’amicizia, la pace e la riconciliazione totale da un punto di vista

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