Folia Theologica 18. (2007)

Géza Kuminetz: Il peccato e la riconciliazione nella teologia di Sándor Horváth O.P.

130 G. KUMINETZ Per questo per essere fedeli di Cristo, dobbiamo capire la realtà dei peccato, anzi capire e riconoscere ehe siamo peccatori. Dobbia­mo capire ehe con il peccato offediamo l'amore, la virtù e il diritto, ovvero il Creatore nella persona di Dio. Dobbiamo comprendere in ehe modo possiamo ristabilire 1'ordine che abbiamo offeso median­te il peccato, ovvero ehe tipo di pena si puo dare per l'espiazione, ovvero in ehe modo ci si puo riappacificare l'uno con l'altro e con Dio. E infine, in ehe modo possiamo ritornare alio stato della purez- za dell'anima. Dobbiamo, percio, pariare del peccato, dato che non possiamo comprendere e alio stesso tempo non riusciamo a pariare della di­mensione e della totalité del mistero cristologico. Da parte sua, la Chiesa non ha mai avuto l'intenzione di spaventare la gente con il peccato; ma oggi quando vediamo che il peccato si allarga sempre di più, non possiamo né lasciare, né fare riferimento alla maturité umana, sminimizzando quella realtà che forse diventa sempre di più un pericolo ehe si sta ingrandendo. Non bisogna ignorare la dannazione, corne la realizzazione negativa della persona umana. Il peccato, da un suo punto di vista si trova accanto alla giustizia, ovvero accando all'ordine giuridico, o ancora lo troviamo come con­cetto che definisce la lesione fatta all'ordine giuridico. 2. LA REALTÀ DEL PECCATO Abbiamo preso come motto le parole del Padre nostro, ovvero: „Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debito­ri". In essa si forma una richiesta umana semplice. Siamo capaci di creare a svantaggio dell'altro, della comunità, del cosmo, ma anche a proprio svantaggio. Tendiamo a commettere mediante peccato e quindi ad offendere non solo l'altro ma anche la comunità, il cosmo, noi stessi, ma sopratutto il padrone del cosmo ovvero Dio. Offedia­mo Tunica moralité che ci è stata donata, ovvero quella moralité ehe costituisce parte della normativa giuridica. In un unica parola pos­siamo dire ehe con esso si offende Tordine delTamore.2 Ci dispiace 2 L’umanità non ha conosciuto, durante la storia, né in profondità, né in larghezza, le regole dell’ordine e tutto ciô viene usato corne fattore storico. Anche se siamo in possesso della rivelazione, puô succedere che alcíme conoscenze circa la storia della civiltà e delle nazioni si ofuschino. Possiamo

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