Folia Theologica 9. (1998)

Anton Tyrol: L'amore di Yhwh verso gli esuli di Babilonia in Is 43, 1-13

154 A. TYROL (11) Nel V. 11 vi è una frase che rafforza l’affermazione precedente. 'aríöjd è una forma rafforzativa nel confronto con ’ânv, la forma lunga è espressa due volte. Questa formula insieme con il versetto 11 b doveva far ricordare agli Israeliti Fuscita dall’Egitto (Es 6,6-8) dove c’è tre volte menzionata questa formula {’anî YHWH) e aggiunto il discorso diretto di YHWH della liberazione dei popolo. Eiliger paragona questa frase (11 b) con Os 13,4 e con una frase parallela di un inno babilonese di Istara: “Fuori di te lui non c’è 1’ha alcun dio ehe salva...”61. Un altro posto potrebbe essere questo passo dall’inno ad IStara: “Istar - alia sua grandezza chi puo essere uguale?”62 Nel v. 11 si tratta non tanto dell’unicità di YHWH quanto l’unicità del suo agire cioè la salvezza. Si vuole sottolineare che YHWH è l’unico che salva. Nessun altro dio puö salvare. (12) In questo versetto, al suo inizio di nuovo è presente la forma lunga del pronome personale ’aríökí per sottolineare 1’agire salvifico di YHWH. Egli solo annunzia, salva e fa sentire... Questo detto fa eco al v. 9ayS dove viene posta la domanda a proposito. Il v. 12aß è molto difficile da spiegare. E’ una frase nominale breve in cui l’ultima parola zär è oscura. Ci sono degli esegeti ehe la considerano espressione significante “un dió straniero” (Westermann, Penna, Muilenburg, von Waldow, Ziegler...) e ci sono gli altri (Eiliger...) che la capiscono espressione di cui soggetto è un uomo estraneo nella comunità degli Israeliti fedeli a YHWH (cioè giudeo, credente, testimone). E’ difficile accettare F opinione di Eiliger a causa di alcune ragioni ehe dicono al contrario: la divisione degli accenti masoretici (soprattutto Vatnah) mette zär nella posizione contrapposta a YHWH cioè esprime F idea degli dèi stranieri. Öltre questo, i testi paralleli che riportano la parola zär la riportano anche nel senso abbreviato di ’ël zär (soprattutto Ger 3,13; Dt 32,16). Eiliger poi collega 12aß con 12bcc come una conseguenza logica della non esistenza dell’estraneo cioè di uno non istruito (“keiner ist... ununterrichtet”)63. Ma se questi due stichi fossero collegati si aspetterebbe un termine parallelo anche a quello we’ên p. es. “tutti” opp. “ognuno”. Invece la frase “voi siete i miei testimoni...” va collegata con il v. 12bß wa’ànî-ël ehe è Foggetto della testimonianza il ehe è lo scopo principale del Dt-Is. 61 citato Stummer in: ELLIGER K., Deuterojesaja 40,1-45,7 p. 324. 62 Hymn to Istar, v. 23, in: ANET, p. 383. 63 ELLIGER K., Deuterojesaja 40,1-45,7, p. 306.

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