Folia Theologica 8. (1997)

Velasio De Paolis C. S.: Cultura della vita o cultura della morte? Ossia diritto della vita o della morte?

36 V. DE PAOLIS empirici sempre mutevoli. L’ uomo ehe si chiude alla trascendenza, al mistero di Dio, rimane prigioniero, senza orizzonte, di una visione, angusta e limitata della realtà. In questa visione immanentista, quale senso avranno la liberté e la coscienza? Essi prenderanno il posto di Dio; saranno gli assoluti con i quali 1’ uomo dispone arbitrariamente di se stesso, senza alcun altro punto di riferimento ehe la propria opinione, il proprio modo di vedere o di sentire. Ci troviamo di fronte alia liberta intesa come assoluto, senza riferimento alla vérité. Non esiste un criterio oggettivo per discernere il bene e il male. L’ uomo si trova prigioniero dei proprio soggettivismo. Ali’ interno di questa visione immanentista dei mondo, quale senso puö avere la vita dell’ uomo? Lo si puo cogliere solo nell’ orizzonte ehe va dalla culla alla tomba. Ma una vita che nasce e vive senza altro orizzonte ehe quello immanentista, che si proietta semplicemente dalla culla alla tomba, quale legittimazione puö avere per essere rispettata da tutti e per sempre? L’ uomo chiuso nell’ orizzonte immanentista della vita faré dipendere la sua vita dalle cose che possiede; la vita dell’ uomo pertanto varrá menő déllé cose ehe possono mettere in pericolo la propria vita o ehe comunque possano limitare in modo rilevante la propria liberté. Dalla visione dell’ uomo sgorga anche 1’ interpretazione del diritto. Se non esiste la vérité suli’ uomo, non si puö pariare neppure di una legge eterna e di una legge naturale, che 1’ uomo porta impressa su di sé per lo stesso disegno creatore di Dio. II diritto pertanto significheré semplicemente la norma o la legge che la stessa comunité si daré, per stabilire un minimo di convivenza, ehe ponga un limite alla liberté di ciascuno perché non nuoccia alla liberté degli altri. Ma chi stabiliré i criteri per 1’ emanazione delle leggi? Si cercheré anzitutto di non fare rientrare nel campo della legge tutto ciö che si decide che appartenga piuttosto al’ambito della coscienza di ciascuno, cosî ehe tutto il mondo della morale, per quanto è possibile, rimarré fuori dali’ ambito normativo, e saré affidato alla libera disponibilité di ciascuno. Le leggi dovranno limitarsi aile cose essenziali. Esse saranno decise non tanto in relazione ai valori morali, ma in base alla volonté della maggioranza. E’ ovvio ehe con il mutare della maggioranza anche le leggi potranno cambiare. Il risultato saré ehe le leggi sono norme di semplice convivenza determinate dalla maggioranza, non dai valori morali

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