Folia Theologica 5. (1994)

Imre Kocsis: La fine della morte nel rinnovamento escatologico II.

192 I. KOCSIS re fuori del suo controllo e del suo dominio. Poichè solamente Dio è im­mortale (2Bar. 22,10), e poichè Egli è più potente di ogni realtà che agis- ce contro di Lui e contro gli uomini, unicamente Egli puo porre fine alia natura mortale e a tutte le conseguenze negative ehe la morte porta con sè (2Bar. 21,22-25). S. Paolo condivide pienamente questa prospettiva. II progetto di Dio è in- dirizzato proprio verso il superamento di ogni forma del male (Set ICor. 15,25) e verso la trasformazione finale ehe cambierà il carattere corrutti- bile dell’uomo (8et ICor. 15,53). L’azione divina, ehe effettuerà l’elimi- nazione vittoriosa della morte, è espressa con dei passivi teologici (koc- Tocpyevcoa 15,26; aXÀ.ayqGop.e-ôa 15,52; Katertodri 15,54). L’aspetto „teologico” della vittoria è strettamente collegato per Paolo con l’aspetto „cristologico”. Cristo è Colui che con il suo dominio attivo contro le forze ostili prépara il trionfo finale disarmando ogni essere po­tente ehe agisce contro Dio e contro la realizzazione definitiva dei suo regno (15,24-26). Cristo è pure Colui ehe libera i cristiani che vivono in comunione di vita con Lui (15,18.45) dalla balia dei peccato e della leg­ge, dai fattori ehe fanno della morte una realtà compromettente e minae - ciante. Per 1’ azione di Cristo la vittoria sulla morte appare già una realtà attuale e sperimentabile (15,57). Si puo dunque constatare ehe la presen- tazione paolina dei superamento della morte porta il segno caratteristico della teológia del!’apostolo, per il quale l’azione di Dio e quella di Cristo sono inseparabilmente collegate. Le tappe importanti della storia della salvezza progettate e attuate da Dio si realizzano per mezzo di Cristo: la creazione (Col. 1,16), la riconciliazione (2Cor. 5,18; Col. 1,20) e la vit­toria attuale rispettivamente finale (ICor. 15,57). Poichè la vittoria sulla morte, che in concreto significherà la risurrezione dei morti, è l’opera di Dio, possiamo capire quale importanza riceve l’ar- gomento trattàto nella problematica deli’intero capitolo. Chi contesta e nega la risurrezione dei morti, contesta e nega — secondo la concezione di S. Paolo — che Dio è più forte della morte e di tutte le potenze di ca­rattere negativo che la favoriscono. Chi accetta e confessa la risurrezio­ne, accetta e confessa in ultima analisi l’onnipotenza di Dio, Il quale sta sopra ogni essere e ogni cosa. c) La vita eterna L’eliminazione della morte, pur essendo una tappa necessaria e decisi va, non è lo scopo ultimo del progetto di Dio. Il fine vero e proprio dell’atti-

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