Folia Theologica 5. (1994)

Imre Kocsis: La fine della morte nel rinnovamento escatologico II.

190 1. KOCSIS anticipata a causa della presenza liberatrice e vivificatrice di Cristo nella storia e nella vita dei credenti. CONCLUSIONE FINALE Alla fine dei singoli capitoli abbiamo sempre offerto un riassunto del te­rna trattato. Dopo l’analisi dei brani apocalittici abbiamo fatto anche un piccolo confronto, riguardo alia presentazione del nostro argomento, con i testi della letteratura apocalittica visti nel primo capitolo del nostro la- voro. Nella conclusione finale abbiamo l’intenzione di evidenziare, in modo sintetico, il messaggio teologico che S. Paolo ci offre nella sua presentazione, mentre cerchiamo di stabilire la portata del tema della fine della morte nella problematica dell’intero capitolo e di rispondere ad al- cune domande lasciate aperte durante l’esame dei singoli testi. a) Il superamento della condizione caduca e misera dell’uomo (dimen­sione antropologica) E’ evidente che l’annuncio della vittoria sulla morte riguarda in prima li­nea gli uomini ehe devono confrontarsi con quel fattore ehe pone fine al­ia loro vita terrestre. In ICor. 15 abbiamo rilevato due concezioni della morte. Le immagini „addormentarsi” (KOi|xaop,oa vv. 18.20.51) e „essere seminato” (arteipexat vv. 42-44) alludono alla morte umana considerata sotto il suo aspetto fisico. Le espressioni tl/tixi) Çœoa (15,45) e %oikoç (15,47) collegano il processo del morire fisico e la mortalité naturale con la creazione del primo uomo (Gen. 2,7), la sorte del quale diventava il destino inevitabile di ogni suo discendente (ICor. 15,21-22). L’apostolo in ICor. 15 non rapporta il morire fisico esplicitamente in relazione al peccato, sebbene la preposizione 8ioc nel v. 21 potrebbe essere interpre­tata in questo senso. Accanto alla presentazione, per cosï dire, pacifica del carattere caduco e mortale dell’uomo appare, proprio nelle pericopi di colore apocalittico, l’idea della „Morte” personificata, caratterizzata corne una potenza ostile (ICor. 15,26.54-55) ehe è connessa sia con le potestà cosmiche di ordine demoniaco (15,24) sia con le potenze astratte del peccato e della legge (ICor. 15,56). Il collegamento è, pero, in tutti i due i casi solo allusivo, senza molti dettagli. Possiamo in questo punto notare che l’aspetto dup- lice della presentazione della morte non è esclusivo per Paolo. Se lo tro- va già nell’AT e nei testi apocalittici apocrifi. Ricordiamo 2Bar. 21,22- 25 dove Baruch chiede a Dio ehe metta fine nello stesso tempo alla natu-

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