Folia Theologica 5. (1994)

Imre Kocsis: La fine della morte nel rinnovamento escatologico II.

LA FINE DELLA MORTE 189 5. Conclusione In base all’analisi fatta possiamo prima di tutto mettere in rilievo la con- nessione fra la pericope esaminata in questo capitolo (ICor. 15,50-57) e quella vista nel capitolo precedente (15,23-28). Öltre alio stile apocalitti- co comune in ambedue i brani ci sono parecchi punti comuni, cosicché i vv. 50-57 possono essere considerati come un complemento o una conti- nuazione ai vv. 23-28. I versetti 24 e 28 hanno affermato il compimento del regno di Dio. Il versetto 50 aggiunge la condizione necessaria per gli uomini per poter ereditarlo. Il versetto 23 ha accennato alla parusia di Cristo. Il versetto 52 présenta alcune circostanze ehe la caratterizzano. Il versetto 26 ha annunciato l’eliminazione della morte. I versetti 54-57 ce ne offrono informazioni ulteriori che riguardano la volontà di Dio decre- tata nella Scrittura e il modo concreto della vittoria. Mentre la presenta- zione dei vv. 23-28 si ispira in grandi linee a Is. 24-25, il v. 54c si rife- risce direttamente a Is. 25,8 per annunciare l’inghiottimento della morte. Nel contesto dell’annuncio della scomparizione della morte c’è una pic- cola differenza di orientamento. In 15,23-28 si passa dal presente el futu­ro, dal dominio attuale di Cristo (vv. 24-25) alia vittoria escatologica e al regno definitivo di Dio (vv. 26.28). In 15,50-57 il passaggio è inverso: dal futuro escatologico (parusia, risurrezione, trionfo sulla morte vv. 51- 55) si arriva alla situazione presente (vv. 56-57). Nell’identificare la vittoria sulla morte con la risurrezione-trasformazio- ne finale Paolo rimane sulla linea delTapocalittica anteriore e contempo­ranea. La perspettiva piu vicina è quella di 2Baruch (21,22-25; 30,1-5; 49-51). Sia l’autore di 2Baruch che S. Paolo connettono la risurrezione con la parusia dei Messia (2Bar. 30,; ICor. 15,23.52). Ambedue parlano inoltre della trasformazione della natura mortale dell’uomo. Mentre perö secondo 2Bar. 49-51 la risurrezione e la trasformazione avverranno in tempi distinti (prima la risurrezione nell’antico corpo e poi la trasforma­zione gloriosa), Paolo identifica i due eventi. Per Lui la risurrezione dei morti è nello stesso tempo la loro trasformazione (ICor. 15,52). Dobbia- mo notare, inoltre, una sobrietà nella presentazione paolina. L’apostolo, diversamente da 2Bar. 30,1-5, evita ogni descrizione visiva della risurre­zione. Insiste invece sulla nécessité della trasformazione, della quale av- ranno bisogno anche quelli ehe saranno vivi al momento della parusia. Infine, è una sua originalité che considera la vittoria in qualche modo giá

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