Folia Theologica 5. (1994)

Imre Kocsis: La fine della morte nel rinnovamento escatologico II.

LA FINE DELLA MORTE 187 po glorioso, in virtu del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose”. Si vede subito ehe il contenuto del versetto rispecchia sostanzialmente la stessa prospettiva ehe ICor. 15,23-28. Il significato del v. 57 non si esaurisce pero nel riconfermare la vittoria finale di Dio sulla morte, già annunciata nel v. 55. Non bisogna dimenti- care che Paolo nel v. 56 ha richiamato l’attenzione sulla situazione attu- ale, in cui la morte attraverso il peccato e la legge agisce ancora e prende le sue vittime. Il ringraziamento si attacca direttamente alla presentazio- ne breve della pericolosità presente e efficace della morte83. La vittoria è già una realtà, perché i cristiani per mezzo del battesimo sono stati libe­rati dal dominio del peccato e della legge. „Infatti la legge dello Spirito della vita in Gesù Cristo ti liberó dalla legge del peccato e della morte” (Rom. 8,2). L’idea della presenza della vittoria sulla morte nella vita dei cristiani ap­pare anche in altri pasi del capitolo 15. Esso, pur essendo rivolto in pri­ma lipea verso il futuro, non manca di riferimenti al presente. Nel v. 21 la frase 8t ocviüpamot) avaaxaatç VEKpcov senza un complemento esp- licito di tempo sembra suggerire ehe la realtà della risurrezione dei morti sia già in qualche modo attuale. La formula 8t ocvDpamou, öltre che ev xco Xpicrcco (v. 22), trova una specificazione nella formula Sicc tot) Kt>— ptot) r|p,G)V Ir|aot) Xpctot) (v. 57). L’azione di Cristo di rendere inattive le forze ostili (otav Kaxapyr|crr| naoav ap%t|v v. 24) ehe sono connes- se con la morte (v. 26), si riferisce al periodo fra la sua risurrezione e la fine della storia. E’ un’azione continua e costante, cosicché ognuno ehe legge il testo puö intenderla per il suo tempo in cui vive. Infine, il titolo 7ivet>p.a Çcoo7cotot)v (v. 45b) dato a Cristo risorto come „ultimo Adamo” suggerisce un’attività vivificante permanente in quanto Cristo per mezzo dello Spirito Santo fa partecipare i cristiani alia sua vita piena raggiunta per la risurrezione. II carattere doppio della vittoria ehe è già presente, ma non ancora defi- nitivamente raggiunta, appare anche in altri scritti paolini corne un aspet- to interessante della teológia dell’apostolo. Come l’esempio piii evidente citiamo Rom. 8,9-11, in cui viene messo in rilievo il rapporto fra la libe- razione attuale dal peccato e la vittoria escatologica sulla morte fisica. 83 Questo fatto non viene preso in considerazione da K. MÜLLER, („Die Leib­lichkeit", 241) che riferisce vikoç nel v. 57 esclusivamente alla vittoria futu­ra.

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