Folia Theologica 5. (1994)

Imre Kocsis: La fine della morte nel rinnovamento escatologico II.

186 I. KOCSIS tenza” nominati nel v. 24 nel senso di „Legge, Peccato, Morte”79. La pro­posta trova il suo appoggio nel fatto ehe il v. 26 afferma esplicitamente ehe „la Morte” è „1’ ultimo nemico” nel senso che abbiamo esposto nel capitolo precedente. Inoltre, nella Lettera ai Romani i tre fattori nomina­ti, cioè il peccato, la legge e la morte, appaiono corne potenze collegate fra di loro ehe esercitano un dominio opprimente sugli uomini (Rom. 5-7). Tuttavia, l’uso dei sostantivi „principati”, „potestà” e „potenze” in altri passi del NT80 fa pensare piuttosto a potenze personali cosmiche, le quali pero non stanno senza rapporto alla legge rispettivmente al peccato, come Col. 2,13-15 lo suggerisce. b) Il ringraziamento per la vittoria (v. 57) Il versetto 57 contiene un ringraziamento rivolto a Dio per la vittoria ehe viene data da Lui „per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo”. Simili formule di azione di grazié si trovano anche altrove nella lettera- tura paolina (cfr. lCor. 1,4; 2Cor. 2,14; Rom. 7,25a). A proposito serive Morisette: „d’après la théologie paulinienne, le Christ est celui par qui (ôta, ev) Dieu a accordé les dons pour lesquels on rend grâces”81. Dobbiamo prima di tutto stabilire, a quale periodo temporale si riferisce il participio presente ôtôovxt. Il participio presente è di per sé atempora- le e il suo valore temporale preciso dev’essere determinato dal contes- to82. Nel nostro caso il sostantivo vikoç ehe è l’oggetto di ôtôovxt, si ri- collega ai vv. 54a-55, dove vikoç due volte designa la vittoria definitiva negata alla morte a causa della supremazia di Dio. Ci sembra evidente che il termine nel v. 57 non puo avere un senso del tutto differente di quanto ha avuto poco prima. Si riferisce dunque all’azione di Dio ehe ri- suscita i morti e trasforma i sopravvissuti per farli eredi del regno di Dio, vale a dire per farli partecipi della vita eterna divina. La formula ôta xoo Koptoo rpicov Ipaot) Xptaxoo specifica che la risurrezione-trasformazi- one si realizzerà per mezzo di Cristo risorto. La proposizione sta quindi nella linea di Fil. 3,21 ehe annuncia l’atto trasformante o trasfigurante di Gesù al tempo della sua parusia: „...attendiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo ehe trasformerà il nostro misero corpo conforme al suo cor­79 E. SCHWEIZER, „lKor. 15,20-28 als Zeugnis paulinischer Eschatologie", in: E. E. ELLIS-E. GRÄSSER (ed.), Jesus und Paulus, Göttingen 1975,301-314, 310. 80 Cfr. il capitolo III, Folia Theologica 5 (1994) 151-154. 81 R. MORISETTE, op. eit, 185. 82 Cfr. F. BLASS-A. DEBRUNNER-F. REHKOPF, Grammatik, 339.

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