Folia Theologica et Canonica 10. 32/24 (2021)

Ius canonicum

SFIDE ODI ERN E AL SERVIZIO DELL’AUTORITÄ NELLA VITA RELIGIOSA... 11 5 ressato (VELMart. 7) o, se il religioso indagato é un chierico, alia Congrega­­zione per la dottrina della fede {Norme artt. 16-17; Vademecum 69-70, 74-77). Di conseguenza, devono agire secondo le indicazioni specifiche fomite per ogni caso particolare dal Dicastero interessato o dalia Congregazione per la dottrina della fede. 1 superiori devono rendersi conto che ogni “negligenza” o “omissione” {VELM art. 1 §1 b; CMA art. 1 §1, §4;87 can. 1389) nell’agire contro questi casi di delicta graviora potrebbe provocare gravi conseguenze a loro stessi. Alio stesso tempo, non si deve dimenticare anche il loro obbligo di “osservare equitá e caritá evangelica” (can. 702 §2) nei confronti di questi membri, sia in corso d’indagine, sia dopo la loro separazione o dimissione dall’istituto.88 OSSERVAZIONI CONCLUSIVE Essere superiori religiosi ai nostri tempi, come si é dimostrato in questo arti­­colo, é un “compito esigente” {RdC 14), a causa di varie sfide odieme ehe ri­­guardano gli stili di govemo, 1’amministrazione, la formazione e il rapporto fraterno con i membri, soprattutto quelli “problémádéi”. Queste sfide rivelano chiaramente, prima di tutto, che “sempre l’autoritá é evangelicamente un servizio” {VFC 49; SAO 21). I superiori non devono di­menticare ehe “il servizio é in gran parte, avere cura della fragilitá. Servire significa avere cura di coloro ehe sono fragili nelle nostre famiglie, nella no­stra societa, nel nostro popolo (o nei nostri istituti religiosi) [...] II servizio guarda sempre il volto dei fratello, tocca la sua came, sente la sua prossimitá fino in alcuni casi a ‘soffrirla’, e cerca la promozione dei fratello” {FT 115). Percio, la sfida piú grande per un superiore religioso oggi sarebbe quella di rendere un ministem incentrato su Dio e simile a quello di Cristo, Buona Pa­store, di portare la sua vicinanza e la sua cura ai membri, specialmente a quel­li vulnerabili o quelli “difficili”. 87 “I Superiori Maggiori degli Istituti religiosi e déllé Societá di vita apostolica di diritto pontifi­cio” possono “essere legittimamente rimosso(i) dal suo (loro) incarico, se abbia(no), per negli­genza, posto od omesso atti ehe abbiano provocato un danno grave ad altri, sia ehe si tratti di persone fisiche, sia ehe si tratti di una comunitá nel suo insieme. II danno puö essere fisico, morale, spirituale o patrimoniale” (CMA art. 1 § 1, §4). 88 Parlando delle ex-religiose ehe sono state completamente abbandonate, dopo la loro separazio­ne o dimissione dall’istituto religioso, il Card. Joao Braz de Aviz aveva osservato: “Ho trovato li un mondo di ferite, ma anche di speranza. Sono tanti i casi difficili in cui le superiori hanno rifiutato i documenti personali (come passaporti) alle suore ehe volevano lasciare il convento o ehe sono state mandate via, rendendo difficile o impossibile il loro rientro a casa o 1’accesso ai servizi sociali”. Cf. Wooden, C., Abuse happens within women’s orders too, Cardinal says, in CatholicPhilly (January 24th 2020), in https://catholicphilly.com/2020/01/news/world-news/ abuse-happens-within-womens-orders-too-cardinal-says/ (visto il 05 novembre 2020).

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