Folia Theologica et Canonica 7. 29/21 (2018)

Ius canonicum

L’IDONEITÄ AL PRESBITERATO NEL DECRETO DI GRAZIANO 293 questi gradi o ministeri va assegnato un tempo minimo di esercizio per passare al grado successivo. Infatti, la mancata progressione attraverso questi vari gradi va considerato come uno degli ostacoli per accedere aü'episcopato. La ragione di questo di­­vieto é la convenienza che il candidato sia stato provato per un numero ragione­­vole di anni9. Spiega Graziano ehe le proibizioni canoniche hanno la loro pro­pria causa, in questo caso ehe la vita laicale non garantisce il necessario grado di erudizione o di pratica nella vita ecclesiastica. Tuttavia, chiarisce ehe cessata la causa, cessa anche il divieto10 11. Tra le qualitä naturali o intellettuali ehe un candidato deve soddisfare é la possessione della congrua scienza. In questo senso sono costanti i divieti di or­dinare analfabeti (D.35 c.l", D.51 c.5), ignoranti (D.34 c. IO12 13, DD.37-38, D.35 cc.1-2), rudi e non periti (D.61 c.8). In relazione ai vescovi é specificato ehe devono dirigere bene le cose da casa sua (D.47 dpc.8) ed essere prudenti e an­che esperti nella gestione degli affari umani (D.36 dac. 1 D.39 c. 1). Il motivo di questa esigenza é mostrato da Graziano, ehe si riferisce diretta­­mente a Cristo: i sacerdoti devono essere esperti in entrambe le scienze sacre e secolari seguendo 1’esempio di Cristo, che non solo ha insegnato alie folle, ma li ha anche guariti e forniti di cibo per il corpo. Il pericolo dei rudi e inesper­­ti, specialmente se sono vescovi, é che possono sperperare i beni spirituali e materiali della Chiesa (cf D.39 dac. 1 in fine). Il sacerdote deve quindi avere la dovuta scienza (D.36 c.3); ma questo requi­sito non e assoluto, poiché certa ignoranza o mancanza di grammatica puo essere dispensata, giä che é piü importante per un ministro le virtü morali che le molte lettere. Quindi, ciö che é veramente pericoloso per il sacerdote - secondo Gra­­ziano - é 1'ignoranza volontaria14. La pratica déllé virtú cristiane é un punto cruciale nell'idoneitä dei candida­to. Molti dei requisiti e dei divieti dei Decreto si riferiscono a queste qualitä morali. La D.35 é interamente dedicata alia virtu della sobrietä. Rimontandosi 9 “Ex Concilio Laudicensi [c. 12], Episcopum non oportet preter iudicium metropolitanorum et finitimorum episcoporum constitui ad ecclesiae principatum. Nec eligantur nisi hi, quos multo ante nota probabilisque uita commendat, et nichilominus si in sermone fidei et recta ratione per suam conuersationem probati fuerint”: D.61 c.6. 10 “Sed sciendum est, quod ecclesiasticae prohibitiones proprias habent causas, quibus cessantibus cessant et ipsae”: D.61 dpc.8. 11 “(...) quia litteris carens sacris non potest esse aptus offitiis”. 12 “Gregorius urbis Romae Presul Scillacino Episcopo [lib. 11. epist. 25], Precipimus, ne umquam illicitas ordinationes facias, nec bigamum (...) aut ignorantem litteras (...) ad sacros ordines permittas accedere: sed si quos huiusmodi repereris, non audeas promouere”. 13 “Oportet etiam esse ordinandum prudentem. Quod contra eos notandum est, qui sub nomine simplicitatis excusant stulticiam sacerdotum. Prudentem autem oportet episcopum intelligi non solum litterarum peritia, uerum etiam secularium negotiorum dispensatione”. 14 “Cum itaque uoluntaria ignorantia omnibus sit noxia sacerdotibus est periculosa”: D.38 dac. 1.

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