Folia Theologica et Canonica 7. 29/21 (2018)

Ius canonicum

L’IDONEITÄ PER RICEVERE L’ORDINAZIONE SACERDOTALE... 279 essere degenerato in un eccessivo soggettivismo. Vale la pena di raccogliere le tre principali affermazioni di questa lettera: 1) Nessuno ha il diritto di essere ordinato prima dell'elezione del vescovo. 2) La condizione da parte del candidato all’ordinazione, chiamata vocazione sacerdotale, non consiste necessariamente in un’aspirazione interiore, né in una sorte di comunicazione interna dello Spirito Santo per abbracciare sacerdozio. 3) Per essere chiamato dal vescovo, si richiede solo che l’ordinando abbia in­­tenzione e idoneitä, ovvero in una vita corretta, con un sufficiente livello di dottrina, dimensioni necessarie per avere la fondata speranza che il candidato pótra svolgere degnamente il ministero. Come spiega Enrique de la Lama, queste affermazioni erano in realtä il patri­monio comune di tutti coloro che erano intervenuti nella polemica e sembrava­­no collocarsi nel campo del buon govemo, di chi voleva mettere in risalto la responsabilitä insopprimibile ed oggettiva della gerarchia nella selezione dei candidati al sacerdozio13. Senza negare l’insostituibile ruolo del soggetto nella sua relazione con Dio e nella determinazione dell'orientamento radicale della sua esistenza, secondo la dottrina trasmetta e formata nel diciassettesimo seco­­lo, ora veniva a porsi l'accento sulla dimensione oggettiva della valutazione delFidoneitä. 3. Il magistero pontificio sul sacerdozio: Pio X e Pio XI L'insegnamento dei papi del primo novecento, in materia di sacerdozio, é ca­­ratterizzato dalPimpegno nelfevidenziare 1’alta dignitä di questo ministero, manifestato nella santitä delle funzioni presbiterali, da cui un impegno persona­le dei sacerdote a corrispondere a detta dignitä, con una vita santa. Il riferimen­­to ai santi pastori dei secoli precedenti, alcuni canonizzati in quegli anni, é cos­­tante ed é voluto come stimolo e descrizione concreta di cio ehe i pontefici intendevano per santitä sacerdotale. In questo contesto, 1’importanza delle giuste motivazioni per accedere al sa­cerdozio - ehe devono essere veramente spirituali -, cost come la maggiore consapevolezza di adempiere alia volontä di Dio, é meglio compresa. In questo senso, si puo affermare ehe la riflessione sulla santitä sacerdotale ha giocato a favore della validitä di tutta quella comprensione della vocazione sacerdotale in termini di “chiamata interiore”, ehe continua ad essere onnipresente nei do­cumenti dei magistero. Senza voler essere esaustivo, indicherö solo due esempi ehe considero parti­­colarmente significativi. 13 Cfr. de la Lama, E., La vocación, 58-60.

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