Folia Theologica et Canonica 7. 29/21 (2018)
Ius canonicum
278 NICOLÁS ÁLVAREZ DE LAS ASTURIAS vocazioni che cominciava a farsi sentire fortemente in Francia e che ha portato a riflettere sui requisiti necessari per ammettere un candidato al seminario'*. Data l'importanza per la Chiesa del sacerdozio, non era sufficiente l'intenzione e l’idoneita per accedere al ministero? Non potuto essere sufficiente la chiamata del vescovo ad assumere una tale forma di vita, e la libera accettazione del candidato? Inoltre, non era questa l’antica prassi di elezione presbiterale? Non é difficile capire ehe la risposta affermativa a queste domande avrebbe immediatamente prodotto un cambiamento nella comprensione stessa della natura della vocazione e l’accettazione di una simile possibilitä avrebbe mutato la comprensione di questa situazione da una vocazione divina - come un evento interiore ad una chiamata vescovo, ora da intendersi come chiamata divina all’ufficio sacerdotale. In termini generali, questa era la tesi di Lahitton'". ehe divenne oggetto di vivaci dibattiti durante il primo decennio del XX secolo. rivoluzionando completamente l’approccio precedente. II carattere rivoluzionario di questo approccio, se confrontato con quello immediatamente precedente, che ho cercato di descrivere brevemente, spiega ehe le reazioni al libro di Lahitton si susseguirono, dando inizio a un dibattito non esente da controversie. E facile capire ehe, per le questioni pastorali coinvolte, i termini del dibattito non sarebbero confinati entro i limiti di una riflessione accademica, di natura intellettualistica, ma sarebbero oggetto di discussione in fori molti piü ampi; quelli ehe raggiungevano quasi tutti gli strati del clero. Si comprende anche ehe la discussione, benché cortese nelle sue forme, cercasse di andare al cuore della questione, senza escludere nemmeno la possibilitä che la tesi “nuova” potesse contenere elementi eterodossi”. Infine, non va dimenticato che questa polemica coincide con la cosiddetta crisi modernista e con le misure di sorveglianza adottate dalia Santa Sede per affrontarla in modo efficace. Resta inteso che una commissione di cardinali venne incaricata di studiare il contenuto del lavoro di Lahitton e di emettere un verdetto. II giudizio venne presentato a Pio X, da lui approvato e poi comunicato dal Segretario di Stato attraverso la Carta En Raison, in data 2 luglio 19129 10 11 12. La risposta fu un parere molto favorevole su questo lavoro, ehe sottolieneö come vere una serie di tesi ehe, sebbene piü sfumate rispetto a quella di Lahitton, hanno posto il problema della vocazione presbiterale in una zóna che si allontanava da ciö che sembrava 9 Sulla crisi vocazionale di Francia e la situazione del clero di allora, cfr. Vigneron, P.. Hisloire des crises de Clergé frangetis contemporain, Paris 1976. 10 Cfr. Lahitton, J., La vocation sacerdotale. Traité théoretique et pratique ä Vusage des séminaires etdes recreteurs de prétes, Paris 1909. 11 Per una visione sintentica della ricezione critica della tesi di Lahitton, cfr. de la Lama. E.. La vocat ion sacerdotal, den anos de clarification, Madrid 1994. 42-54. 12 AAS4(1912) 485.