Folia Theologica et Canonica 7. 29/21 (2018)

Ius canonicum

L’IDONEITÄ PER RICEVERE L’ORDINAZIONE SACERDOTALE... 277 2. Le polemiche teologiche e pastorali sulla natura della vocazione Si puö dire che all’inizio del XX secolo la Chiesa aveva una teológia della vo­cazione sacerdotale piuttosto consolidata, cost da poter segnare il suo lavoro pastorale in questo specifico ambito. Le sue origini immediate risalgono al di­­ciassettesimo secolo, in cui ha reagito contro un modo di accedere al sacerdozio inteso in termini di “professione” o “camera”, un possibile modo per trovare un posto nella vita. Perciö, si comincio a riflettere sul come verificare la “vocazio­ne divina” dei candidati, dal momento che i criteri oggettivi di idoneitä non sembravano essere sufficienti per impedire 1’accesso di persone con cosi poco spirito sacerdotale. In questo contesto, le regole per il discemimento degli spiriti di Sant’Ignazio di Loyola e la dottrina spirituale di San Francesco di Sales hanno svolto un ruolo essenziale, offrendo gli elementi necessari per iniziare a postulare la necessitä di una chiamata interiore, che deve essere valutata alia luce delle sue manifesta­­zioni, principalmente, quelle spirituali. In questo percorso di discemimento, il ruolo del direttore spirituale era essenziale, non solo per il compito di aiutare il possibile candidato a discernere i “segni di vocazione” presenti nella storia della sua anima, ma anche, in ultima analisi, per pronunciare una parola defini­tiva sulla veridicitä o meno di detti segni e, quindi, di detta vocazione. Molti di quei “segni” di carattere interiore, finiscono per essere riassunti nelYattrait, cioé un certo gusto interiore ehe muove 1’anima verso 1’ufficio sacerdotale8. Questa chiamata interna dovrebbe anche essere verificata nelfadeguatezza della vita dei candidato ai requisiti oggettivi di idoneitä, in modo ehe se questo adattamento non si verificasse, si considerava segno inequivocabile della man­­canza di un’autentica vocazione. Tuttavia, nessuno dovrebbe essere ammesso al sacerdozio senza aver percepito quella chiamata interiore, confermata dal suo direttore spirituale, malgrado quante le sue buone qualitä. Resta inteso ehe in questo approccio, le storie di alcune vocazioni dell’antichita — come quella di Sant’Ambrogio o di Agostino stesso - risulterebbero problematiche. Infine, questo approccio porto a concludere ehe la vocazione era fondamen­­talmente un fenomeno interiore; la chiamata dei vescovo si interpretava come una conferma estema - fondata sul giudizido d'idoneitä - di quanto Dio aveva previsto per il candidato. In nessun modo potrebbe essere considerata costituti­­vo della vocazione divina. É proprio questo modo di intendere la vocazione, con chiare conseguenze per la pastorale vocazionale, quello ehe inizia a essere discusso all'inizio dei XX secolo. Sembra ehe il motivo originario debba essere trovato nella crisi delle 8 Per lo sviluppo della teológia de la vocazione lungo la storia, si veda Izardi, R., L’évolution de la notion de vocation dans l'histoire, in Vocation 255 (1971) 299-319.

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