Folia Theologica et Canonica 3. 25/17 (2014)

SACRA THEOLOGIA - Luis F. Ladaria, Unicita di Cristo e della Chiesa

UNICITÀ DI CRISTO E DELLA CHIESA 69 parole del primo versetto del vangelo di Giovanni: “In principio era il Verbo”. Fin dai tempi antichi ci si rese conto che con queste espressioni si alludeva a Gn 1,1: “In principio Dio creò il cielo e la terra”. Un’allusione che approfondis­ce la nozione del “principio”: Non si tratta del primo istante del tempo ma del principio trascendente della creazione stessa, il Verbo che da sempre esiste presso Dio ed è Dio. Egli è la “Parola” che nel primo capitolo della Genesi è intravista da lontano quando si ripete: “Dio disse” (Gn 1,3.6.9...). Nella sua prima omelia sul libro della Genesi Origene notò questa coincidenza: In principio fece Dio il cielo e la terra (Gn 1,1). E quale è questo principio se non nostro Signore e Salvatore di tutti (1 Tm 4,10), Gesù Cristo, primo­genito di ogni creatura (Col 1,15). In questo principio, cioè, nel suo Ver­bo, Dio fece il cielo e la terra (...). Non parla dunque di un qualsiasi prin­cipio temporale, ma dice che in principio, cioè, nel Salvatore furono fatti i cieli e la terra e tutte le cose che furono create. La relazione fra la creazione e la salvezza diventa molto esplicita in questo tes­to in quanto si applica a Gesù, “principio”, il titolo di Salvatore. In quanto tale egli è il principio della creazione. Diventa dunque chiaro che la funzione cos­mica di Gesù Cristo, la sua mediazione nella creazione, trova il significato più profondo nella sua mediazione unica della vita divina agli uomini e a essa va orientata. Il primato di Cristo unifica, neH’etemo disegno di Dio, l’inizio e la fine. Sia l’ordine della prima creazione sia quello della resurrezione finale poggia­no su Gesù Cristo, due volte primogenito, nella creazione e nella risurrezione dei morti (cfr. Col 1,15.18; cfr. anche Rom 8,29; Ap 1,5). L’idea della ricapitolazione di tutto in Cristo si trova nell’inno della lettera agli Efesini (cfr. Ef 1,3-14), parallelo in molti aspetti a quello di Colossesi al quale ci siamo già riferiti. Prima della creazione eravamo già scelti e predesti­nati a essere figli adottivi in Cristo, eravamo già benedetti in Cristo. In quest’­ambito della benedizione paterna e della salvezza in Cristo si colloca l’opera della creazione. Questa non ha in se stessa il suo senso definitivo, ma cammina verso la riconduzione di tutte le cose a Cristo come unico capo. Non in vano Gesù è “erede di tutte le cose e mediante il quale [Dio] ha fatto anche il mondo (tous aiônas)" (Eb 1,2; cfr. Rm 8,16). Con la sua risurrezione Gesù è stato cos­tituito Signore (cfr. At 9,36; Flp 2,11). Già con la risurrezione Dio ha sotto­messo tutto a Cristo (cfr. Ef 1,19-22), ciò che accadrà alla fine dei tempi ha già consistenza in lui, anche se questo dominio non si è manifestato ancora in pie­nezza: È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sot­to i suoi piedi (Sai 110,1). L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi (Sai 8,7). Però, quando

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