Folia Theologica et Canonica 3. 25/17 (2014)

SACRA THEOLOGIA - Luis F. Ladaria, Unicita di Cristo e della Chiesa

68 LUIS F. LADARIA alla fine qualche riflessione ecclesiologica, con una breve menzione ad alcuni problemi particolari1. I. Unica mediazione di Cristo nella creazione e nella sai.vf.zza Secondo il Nuovo Testamento Cristo ha un ruolo unico in relazione a tutto quanto esiste. Si arriva a questa conclusione perché Gesù appare come centro e fondamento dell'economia della salvezza; ma questa, secondo la convinzione dei cristiani dei primi tempi della Chiesa, ha ripercussioni in tutta la storia, da essa riceve l’ultimo senso, tutto ciò che esiste, che viene da Cristo e cammina verso di Lui. L’inno della lettera ai Colossesi abbraccia in un solo sguardo tutto l’arco della storia, dalla creazione alla risurrezione finale, che ha come punto fo­cale Gesù Cristo morto e risorto, l’unico Signore e salvatore (cfr. Col 1,13-20). È dunque il disegno del Padre e la sua volontà di salvezza universale il punto di riferimento essenziale per parlare del ruolo centrale e del carattere unico di Gesù Cristo. Un ruolo unico che inizia con la creazione, realizzata per mezzo di Cristo e in lui, e che trova nello stesso Cristo la finalità ultima. Nulla sfugge a questo primato cristologico. L’idea della mediazione di Cristo nella creazione si trova, come è ben noto, in altri testi neotestamentari (cfr. 1 Cor 8,6; Eb 1,1; Gv 1,3.10); sono invece proprie di questo inno le aggiunte “in lui” e “in vista di lui”. C’è un evidente parallelismo fra la mediazione creatrice e quella salvifica della quale si parla alla fine di questo stesso brano. Ugualmente la finalità della creazione trova una precisa corrispondenza con la finalità della riconciliazione che il Padre realizza “eis autón”. Questa riconciliazione di tutto mediante Cris­to e verso Cristo dà alla creazione il suo senso definitivo. Infatti, i versetti 15-17, che trattano della creazione, si trovano inseriti in un contesto soteriologico. So- teriologica è l’introduzione all’inno, come soteriologico è il suo finale. La crea­zione, pur mantenendo il proprio senso e la propria consistenza, rimane de fac­to inserita in un ambito che la sorpassa. Tutto quanto fa Dio trova nel mistero di Cristo il suo senso definitivo: Cristo, che è allo stesso tempo l’Eterno e l’Incar­nato morto e risorto, Dio e uomo. Tutto punta verso la salvezza che trova nella sua opera la definitiva realizzazione, una salvezza già preparata dalla creazione che il Padre ha realizzato mediante il Figlio che si farà uomo alla pienezza dei tempi. Abbiamo già fatto riferimento alle affermazioni sulla mediazione creatrice del Verbo nel prologo del quarto vangelo. Dobbiamo anche tener presente le 1 Negli ultimi tempi il magistero si è occupato di questi problemi. Menzioniamo specialmente l’Enciclica Redemptoris Missio di S. Giovanni Paolo II (1990) e la Dichiarazione Dominus lesus della Congregazione per la Dottrina della Fede (2000). La Commissione Teologica Internazio­nale si occupò anche della questione nel suo documento II cristianesimo e le religioni (1996).

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