Folia Canonica 11. (2008)

STUDIES - Card. Péter Erdő: Rigidita ed elasticita delle strutture normative nel dialogo ecumenico

26 CARD. PÉTER ERDŐ perô come raccolta esauriente e tassativa del diritto costituzionale divino e umano della Chiesa intera, bensi come un breve strumento ehe indichi sola- mente le modalità principali dell’esercizio del primato di giurisdizione e delle strutture di comunione nei riguardi delle Chiese di diversa condizione giuridi- ca, ma sempre in piena comunione con la Chiesa di Roma. Tale strumento tuttavia, se esistesse, dovrebbe presupporre un grande consenso teologico, alt- rimenti potrebbe essere troppo grande il pericolo ehe le differenze neU’inter- pretazione teologica dei singoli elementi di questa legge fondamentale ipoteti- ca, conduca ai contrasti in sede di esecuzione della legge. Per esempio un brano puó essere considerato da alcuni in un tale testo più o menő come disciplina di origine divina, mentre da altri come soluzione umana effïmera, se non è pre­sente un consenso sufficientemente largo circa le basi dottrinali di una taie re- golamentazione. b. Le basi del diritto canonico nella visione ortodossa Nella visione dei canonisti ortodossi degli ultimi secoli la base di esistenza del diritto canonico si trova nel carattere divino-umano della Chiesa, la quale in base alla volontà dei suo divin fondatore è operante sin dal suo inizio e rimarrà fino alia fine dei tampi. Questa è la base che vivifica la Chiesa “sia riguardo alla fede ehe rispetto al diritto”'’6. Secondo il canonista ortodosso russo, Vladislav Cipin, la Chiesa è, da punto di vista umano, “una comunità di uomini riunita dalla fede ortodossa, dalla legge di Dio e dai santi sacramenti”67. Il diritto della Chiesa è costruito sulla fede e riceve il suo vigore attraverso la fede68. Questa sacralità del sistema giuridico-canonico nella visione ortodossa non è un ele­mento che la separa dalla convinzione cattolica, ma piuttosto un aspetto di col- legamento. Anche la Chiesa cattolica considera il suo diritto sacro, fondato nel­la fede, nella tradizione apostolica e in fine dei conti nella volontà divina. c. Le fondamenta della validità dei sacri e divini canoni e la loro obbligatorietà Le leggi divine hanno una normatività, la quale appare nelle verità dog- matiche ed influisce il mondo delle norme giuridiche. Eppure i dogmi non si dissolvono completamente in forme giuridiche. E per questo, come ribadiva P. Boumis, i canoni ecclesiali in fine dei conti non sono da comprendere giuri- dicamente e legalmente, ma sotto il punto di vista catechetico e soteriologico69. I singoli canoni vengono considerati, come cristallizzazioni pratiche di affer- mazioni dogmatiche e cosi partecipano ad esse fino al punto ehe nell’ortodossia si parla di sacri e divini canoni che appartengono alTinsieme deli’essere umano­“ Cfr. Nikodim Milas, cit. in R. Potz-E. Synek, Orthodoxes Kirchenrecht. Eine Einführung (Kir­che und Recht 25), Verlag Plöchl, Freistadt 2007, 198. 67 Cit. ivi. “ Ivi. 69 Cfr. Potz-Synek 199.

Next

/
Thumbnails
Contents